L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

Crisi Stretto Hormuz, Federagenti “vede” la ripresa

di Angelo Vitale -


Sulla crisi dello Stretto di Hormuz Federagenti “vede il bicchiere mezzo pieno”, come scrive Shipping Italy, nonostante lo stallo. Mentre i mercati globali osservano con il fiato sospeso lo stallo nello Stretto di Hormuz, la voce di Federagenti riporta una dose di pragmatismo nel comparto dello shipping.

Federagenti “ottimista” sulla crisi di Hormuz

Nonostante i raid aerei e le minacce iraniane abbiano ridotto i transiti giornalieri a numeri minimi, il presidente della Federazione Paolo Pessina invita a non sottovalutare la capacità di adattamento del sistema logistico internazionale.

Perché prevale la fiducia?

Federagenti basa il proprio “ottimismo operativo” su tre pilastri fondamentali.

Il primo, una esperienza storica del comparto. Lo shipping ha già superato crisi sistemiche (come la chiusura prolungata di Suez tra il 1967 e il 1975) dimostrando una “elasticità genetica” nel riorganizzare rotte e carichi.

Il secondo, interessi convergenti di altri Paesi. Gli interessi economici legati a petrolio e gas di nazioni come Cina e India sono talmente elevati da rendere quasi certa una soluzione diplomatica o operativa nel breve-medio termine.

Il terzo, misure di tutela del mercato. Il settore è già al lavoro con l’introduzione di clausole di forza maggiore e l’attivazione di corridoi alternativi che, sebbene più onerosi, garantiscono la continuità delle forniture.

Il ruolo dell’Italia nello scenario di crisi

Federagenti sottolinea come il sistema logistico italiano sia sotto stress, ma pronto a “rimboccarsi le maniche”. Con circa 150 navi attualmente bloccate nell’area del Golfo, la preoccupazione per l’export nazionale (che vale circa 28 miliardi di euro verso il Medio Oriente) resta alta. Ma la Federazione confida nel rafforzamento delle missioni navali di scorta per ripristinare la sicurezza dei transiti.

“Lo shipping – afferma Pessina – saprà reagire all’attuale emergenza come ha sempre fatto. Gli interessi globali in gioco sono di tale magnitudo che una soluzione operativa verrà trovata”.


Torna alle notizie in home