Referendum, affluenza record del 46% alle 23
E’ un’affluenza record quella registrata alle 23 del primo giorno di voto del referendum sulla riforma della giustizia. Quello di circa il 46% degli aventi diritto che si sono già recati alle urne è un dato che pesa, anche dal punto di vista politico. Il dato, come di consueto, è stato diffuso dal Viminale. E per la precisione ammonta al 45,93%. Un’affluenza nettamente superiore rispetto all’ultimo referendum costituzionale del 2020, quello sul taglio dei parlamentari, quando alla stessa ora si era fermata al 39,37%. Un incremento significativo che segnala un interesse più marcato degli elettori e che potrebbe avere conseguenze politiche rilevanti. Fintanto che i sondaggi sono stati disponibili avevano indicato una correlazione chiara: con un’alta affluenza, il “Sì” risulterebbe tendenzialmente in vantaggio. Altrettanto vero è che percentuali così elevate di votanti rimischiano le carte e rafforzano l’incertezza sull’esito finale.
La geografia del voto
L’interpretazione del voto resta infatti complessa e passa inevitabilmente dalla distribuzione territoriale del voto. La mappa dell’affluenza restituisce un’Italia divisa. Innanzitutto tra Nord e Sud. Le percentuali più alte si registrano in Emilia-Romagna, ma anche in Toscana, regioni tradizionalmente orientate a sinistra e dove si ipotizza una maggiore incidenza del voto contrario alla riforma. Accanto a queste, spicca il dato della Lombardia, ma anche di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, tutte regioni guidate dal centrodestra, dove la partecipazione si mantiene comunque elevata. Più debole, invece, l’affluenza nel Sud Italia, che resta storicamente il punto più fragile per i referendum. Tuttavia, anche in queste aree si registra un incremento rispetto alle precedenti consultazioni, segnale di un coinvolgimento comunque in crescita.
Il peso politico del voto
Con un’affluenza che si aggira attorno al 46% alle 23 già al primo giorno di referendum, diventa difficile ridimensionare il valore politico del referendum. La partecipazione elevata rafforza infatti la legittimazione del risultato, qualunque esso sia. Il dato suggerisce inoltre che il tema della separazione delle carriere dei magistrati ha mobilitato l’elettorato ben oltre le attese, trasformando la consultazione in un passaggio non solo istituzionale e molto significativo. Di certo si conferma anche la sensazione che parte del voto sia prettamente politico. Pro o contro un determinato partito o schieramento.
Affluenza record alle 23 del primo giorno. Domani si vota dalle 7 alle 15
La partita non è ancora chiusa. I seggi riapriranno domani mattina alle ore 7 e resteranno aperti fino alle 15, quando si chiuderanno definitivamente le operazioni di voto. Poi inizierà lo spoglio. Ovviamente, sarà proprio la seconda giornata a determinare il dato finale sull’affluenza e, con ogni probabilità, anche l’equilibrio tra “Sì” e “No”. Quel che è certo è che con numeri già così alti, il referendum sulla separazione delle carriere si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti degli ultimi anni sul piano politico e istituzionale. Senza dubbio, finora, quello più partecipato in assoluto in caso di voto spalmato su due giornate.
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