Il viaggio per la cittadinanza: dalla Cina negli Stati Uniti per far nascere bambini con il passaporto americano
Il Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali (CNMI), un territorio statunitense a nord est di Guam nell’oceano Pacifico, è stato invaso dai cosiddetti turisti della nascita già dal 2009 quando l’allora Presidente americano Barack Obama ha introdotto un programma di esenzione dal visto per i cittadini cinesi.
Si stima che circa 1000 agenzie offrono turismo per nascite nelle Isole Marianne Settentrionali, in altri territori d’oltremare statunitensi e addirittura nella terraferma americana; 1,5 milioni di neonati americani vengono cresciuti in Cina da genitori cinesi.
In una lettera indirizzata a tre segretari del Gabinetto di Trump, i legislatori repubblicani hanno chiesto un rendiconto su questo speciale tipo di turismo tutto cinese.
Chris Chmielenski, presidente dell’organizzazione no profit Immigration Accountability Project ha detto trattarsi di un paradosso. Parliamo infatti di bambini americani con genitori orientali che hanno legami con il Partito Comunista Cinese, governo avversario degli Stati Uniti.
“Si sa che esiste un’industria specializzata nel turismo delle nascite che guadagna un sacco di soldi, ma non esiste alcun rapporto del governo federale che indichi il numero delle persone nate in questo modo”. Ha dichiarato alla stampa.
Una delle aziende cinesi che tratta il turismo natale, la Global Baby 8, fa grande pubblicità tra le mamme cinesi spiegando che possono rientrare in Cina con il loro Yankee petit.
In questo decennio molti ragazzi raggiungeranno l’età per votare e a 21 anni potranno chiedere la green card per genitori e fratelli che a loro volta potranno portare altri membri della famiglia a vivere negli Stati Uniti. Si parla in questi casi di cittadinanza a catena.
L’arcipelago remoto dell’oceano Pacifico è diventato ufficialmente territorio americano nel 1986 e l’economia di CMNI è rappresentata per il 72% dal turismo legato alle nascite dei bambini orientali.
Anche il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario agli Interni Doug Burgum e altri 34 membri del GOP hanno richiesto dati federali sul problema, segnalando che sta nascendo un esercito di futuri elettori cresciuti nella nazione cinese da sempre ostile all’America.
Al contrario il dottor Geoffrey Fraiche, ginecologo e ostetrico dell’unico ospedale esistente a Saipan, l’isola più grande e la capitale del Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali, ha definito queste affermazioni sciocche. Riferisce infatti che le donne cinesi ricorrono a questi stratagemmi principalmente per motivi di status symbol. Vogliono che i figli possano frequentare le università americane. Ci sono mamme che hanno rischiato addirittura la vita dei loro bimbi per realizzare questo sogno.
I pacchetti turistici, molto costosi, comprendono oltre alle spese mediche anche le abitazioni dove le madri possono soggiornare durante il loro percorso dalla gravidanza fino al parto.
Le proposte economiche partono da 14.000 dollari e offrono un appartamento basico per le future mamme.
Il pacchetto supreme type parte, invece,da 45.000 dollari ed include una villa di lusso indipendente, personale che accompagna la donna durante il parto, tre viaggi per shopping e divertimento a settimana, un tour dell’isola gratuito e un servizio con tata che si occupa del bambino, della cucina e della casa con inclusa la festa di compleanno per il primo mese di vita del neonato.
Un’altra azienda, China Mifubaby Group, con uffici in California, Pechino, Shanghai, Shenzhen e Guangzhou, offre gli stessi servizi ma a mamme coreane e giapponesi.
Essendo un problema fortemente sentito, il primo giorno del suo secondo mandato, il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per negare la cittadinanza ai figli di madri che si trovano illegalmente o temporaneamente negli Stati Uniti, i cui padri non sono residenti legali o concittadini, ma i tribunali federali hanno bloccato l’ordinanza. La questione della cittadinanza per nascita è ora infatti davanti alla Corte Suprema; le arringhe sono previste per il primo aprile.
Ma il desiderio di avere privilegi e corsie prioritarie continua a spingere migliaia di donne oltre oceano considerando il passaporto americano come un investimento per il futuro.
Attendiamo quindi gli sviluppi legislativi per regolare un percorso che fa arricchire e proliferare agenzie e imprese come fabbriche di bimbi privilegiati.
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