Fascicolo sanitario elettronico, dal 31 marzo la svolta
La vera novità è il Profilo Sanitario Sintetico, il Patient Summary. Un documento digitale che riassume la storia clinica del paziente (allergie, patologie croniche, farmaci)
(Fonte: Youtube)
La sanità italiana accelera verso la digitalizzazione integrale con il Fascicolo sanitario elettronico. Il 31 marzo segna il termine ultimo per l’attivazione della “Fase 3” dell’Fse 2.0. E’ il pilastro tecnologico che trasformerà il rapporto tra cittadini, medici e strutture sanitarie. Non più di un semplice archivio di pdf, ma un ecosistema di dati in tempo reale.
Cosa cambia: il Patient Summary e i dati standard
La vera novità è il Profilo Sanitario Sintetico, il Patient Summary. Un documento digitale che riassume la storia clinica del paziente (allergie, patologie croniche, farmaci). Uno strumento che permetterà ai medici di pronto soccorso di intervenire tempestivamente anche in situazioni di emergenza.
Inoltre, tutti i referti dovranno essere prodotti in formati standardizzati per garantire che siano leggibili in ogni regione d’Italia.
Chi è coinvolto: obblighi per il privato
La rivoluzione del Fascicolo sanitario elettronico non risparmia nessuno. Entro fine marzo, l’obbligo di alimentare l’Fse si estende capillarmente a poliambulatori, centri medici privati, studi odontoiatrici e laboratori. Queste strutture dovranno trasmettere almeno il 90% dei documenti clinici prodotti entro 5 giorni dalla prestazione.
Tempi e privacy
Il cronoprogramma è serrato. Dopo lo snodo di marzo, l’obiettivo è la piena operatività e interoperabilità su tutto il territorio nazionale entro giugno, come previsto dai target del Pnrr.
Sul fronte privacy, il cittadino mantiene il controllo. Può oscurare singoli documenti o revocare il consenso alla consultazione, garantendo però l’accesso ai medici solo per finalità di cura.
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