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Tecnologia

OpenAI chiude Sora: perché il generatore di video AI dice addio

di Andrea Scarso -


OpenAI chiude Sora, il suo generatore di video basato sull’intelligenza artificiale. Con un breve messaggio pubblicato sulle pagine ufficiali, scarno nei dettagli, ma ricco di ringraziamenti, la società guidata da Sam Altman ha confermato la fine di un progetto che aveva fatto parlare di sé fin dal suo debutto nel febbraio 2024. A fare le spese della decisione non c’è solo l’app: salta anche il maxi-accordo da un miliardo di dollari firmato con Disney meno di quattro mesi fa. Il colosso dell’intrattenimento, secondo alcune fonti, avrebbe ricevuto la notizia con soli trenta minuti di preavviso. Un addio veloce, quasi brusco, ma che in realtà segue una logica precisa.

L’annuncio di OpenAI: poche parole, nessuna spiegazione

Il comunicato è apparso sui canali social di Sora ed è rimasto volutamente vago. La società ha ringraziato gli utenti per aver creato contenuti e costruito una community attorno al prodotto, aggiungendo che ulteriori dettagli sulle tempistiche di chiusura dell’app e delle API arriveranno “presto”. Nel frattempo il servizio resta accessibile, ma è ormai questione di settimane. Nessun accenno all’accordo con Disney, nessuna motivazione ufficiale dichiarata.

Sora: dal debutto virale alla chiusura in due anni

La storia di Sora è quella di un prodotto partito con grande slancio e andato incontro, progressivamente, a una serie di ostacoli difficili da superare. I primi video generati dall’AI, presentati nel febbraio 2024 con risultati che sembravano fantascienza, avevano fatto il giro del web e hanno alimentato aspettative altissime. Dopo una fase sperimentale riservata, il generatore di video AI era poi sbarcato come app autonoma: gli utenti potevano creare filmati realistici e condividerli in una sorta di feed social ispirato a TikTok. I download sono subito schizzati alle stelle. Ma il boom iniziale non si era tradotto in fedeltà: secondo i dati di Appfigures, la maggioranza degli utenti abbandonava l’applicazione dopo pochi giorni dal primo utilizzo.

Perché OpenAI chiude Sora: costi, deepfake e concorrenza

I problemi si erano accumulati su più fronti. Sul piano tecnico, gli utenti lamentavano tempi di generazione lunghi e risultati non sempre all’altezza delle aspettative. Sul piano etico e legale, Sora si era trovata al centro di critiche per la facilità con cui permetteva di creare deepfake e per l’utilizzo di materiale protetto da diritto d’autore nel processo di addestramento. Nel frattempo, la concorrenza non era rimasta ferma: da Gemini di Google a Kling, passando per Seedance di ByteDance, il mercato dei generatori video AI si era affollato di alternative valide. Gestire una piattaforma tecnicamente esigente e costosa, con un tasso di abbandono così elevato e senza un modello di ricavi solido, era diventato difficile da giustificare.

La strategia di OpenAI: tutto su ChatGPT (e l’accordo Disney che salta)

La chiusura di Sora non è una resa, ma una riorganizzazione. OpenAI non abbandona la generazione di video AI: la vuole integrare direttamente in ChatGPT, consolidando tutte le funzionalità in un’unica piattaforma. Un percorso che include anche Codex per lo sviluppo del codice e il browser AI Atlas. Concentrare le risorse riduce i costi e semplifica il racconto agli investitori, con una quotazione in borsa all’orizzonte, avere un prodotto centrale forte pesa più di tante app satelliti. In questo quadro, l’accordo con Disney, pensato per portare su Sora i personaggi di Marvel, Pixar e Star Wars, non aveva più senso di esistere.

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