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Stato Maggiore Usa, il “mastino” LaNeve al posto di George

La scelta del generale per garantire una fedeltà assoluta alla linea politica del nuovo corso

di Giorgio Brescia -


L’improvviso ribaltone ai vertici del Pentagono, con il licenziamento del generale Randy George, scuote profondamente le istituzioni militari di Washington e ridefinisce gli equilibri della difesa americana sotto la guida di Pete Hegseth: al suo posto La Neve?

LaNeve al posto di George?

La rimozione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito non un semplice avvicendamento tecnico, ma il culmine di una tensione ideologica. Sempre più crescente a Washington tra la vecchia guardia nominata durante l’amministrazione Biden e la nuova visione impressa dal Segretario della Difesa.

Al centro di questa rivoluzione, la figura del generale Christopher LaNeve, già nominato Vice Capo di Stato Maggiore proprio da Hegseth nel febbraio del 2026. Ora, indicato come il successore naturale per guidare l’esercito in questa fase di transizione.

Le indiscrezioni

Le indiscrezioni che filtrano dai corridoi del Pentagono suggeriscono che la scelta di LaNeve sia stata ponderata per garantire una fedeltà assoluta alla linea politica del nuovo corso.

LaNeve ha servito come assistente militare senior di Hegseth, un ruolo che gli ha permesso di costruire un rapporto di fiducia profonda e di allinearsi completamente alla missione di ripristinare quello che il Segretario definisce l’etica del guerriero. Questa manovra mira a eliminare definitivamente le politiche di diversità e inclusione che, secondo l’attuale amministrazione, avrebbero indebolito la prontezza operativa delle truppe.

Perché George ko?

Il licenziamento di George, scaturito da uno scontro frontale sulle promozioni militari e sulla resistenza del generale a bloccare l’avanzamento di carriera di ufficiali legati alla precedente gestione.

Con l’ascesa di LaNeve, l’esercito americano si prepara a una modernizzazione aggressiva, focalizzata sulla competizione tra grandi potenze e sulla gestione dei conflitti in Medio Oriente.

Mentre il Senato si prepara a valutare la nomina permanente, il ruolo di Christopher LaNeve come figura ad interim assicura che non vi siano vuoti di potere in un momento di estrema instabilità geopolitica globale.


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