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Politica

Contro la peggio gioventù schleiniana serve una alternativa a destra

di Alessandro Scipioni -


L’inchiesta del Foglio del 20 marzo fotografa senza sconti la realtà dei Giovani Democratici sotto Elly Schlein.
Riformisti, renziani, semplici curiosi che osano ricordare Craxi o votare Sì al referendum sulla giustizia vengono bollati come fascisti. Anche perché non sanno cos’altro dire.
Una polo Ralph Lauren diventa prova di reato, il pugno chiuso è il nuovo battesimo, la kefiah il dress code obbligatorio.
Chi non si allinea viene epurato o messo all’indice.

Il foglio descrive la fotografia di una realtà giovanile trasformata in setta intollerante, dove il pluralismo è reato e il conformismo premio di carriera.
Sarà sicuramente così però non è strano per i giovani. Solitamente cercano ideali forti e bollano le mediazioni come tradimento.
Sarà pure la peggio gioventù ma emerge un paradosso. I giovani, per natura, cercano valori forti, identità, alternative. Non vogliono essere la gioventù in giacca e cravatta che conta poco e non serve a nessun partito. Vogliono essere spina nel fianco, hanno senso come fucina di idee.

Oggi abbiamo tutte le condizioni per un ’68 alla rovescia. L’egemonia culturale di sinistra è così asfissiante da aver generato il suo contrario, una generazione stufa di dogmi unilaterali, di scuole che sembrano commissariati ideologici, di narrazioni obbligatorie.
Il problema è che nessuno gli sta offrendo una visione diversa. La destra ha vinto le elezioni, ha gli strumenti per finanziare cultura, cinema, editoria, arte, pubblicazioni, piattaforme.

Eppure continua a comportarsi come figlia di un dio minore. Comprendo l’osanna a Elio Germano per il film su Berlinguer.
Ma non comprendo perché nessuno abbia mai provato a fare lo stesso su Giorgio Almirante. Non comprendo perché la visione gender nella scuola debba procedere a prescindere da chi governa.
Non comprendo perché la destra, per paura di sembrare arretrata, sposi comunque pezzi di agenda progressista.

Se il modello culturale imposto unilateralmente viene accettato anche da chi dovrebbe rifiutarlo, i giovani non hanno alternative. E senza alternative non si ribellano, si adeguano.
Peggio della peggio gioventù c’è solo il nulla.
Vi sia una netta contro mossa.

La destra non deve più temere la battaglia culturale. Deve crearla, finanziarla, difenderla.
I giovani non sono di sinistra per natura. Sono ribelli per natura!
Basta dargli qualcosa per cui valga la pena ribellarsi.

La peggio gioventù schleiniana è il sintomo di una sinistra che si è chiusa in se stessa. La destra ha l’occasione storica per aprire le porte a una generazione che aspetta solo una visione forte, non un’altra predica.

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