Falsi allarmi bomba nei Balcani, cresce il disagio nelle scuole e nelle città
Una serie di falsi allarmi bomba sta creando disagi e interruzioni in diverse città dei Balcani.
Un’ombra di panico e insicurezza si sta estendendo sui Balcani. Da settimane, una serie di falsi allarmi bomba scuote scuole e istituzioni, accompagnata da messaggi minatori che evocano la tragedia in Medio Oriente. Il fenomeno, inizialmente sporadico, si è trasformato in una rete di intimidazioni coordinate, capace di paralizzare intere città.
Croazia nel mirino
Nella mattinata del 21 aprile, come riporta La voce del popolo, la tensione è esplosa in numerosi istituti superiori croati. Le autorità hanno evacuato scuole a Fiume, Abbazia, Crikvenica e in altre località della Contea litoranea-montana. Le e-mail, inviate ai dirigenti scolastici all’alba, parlavano di due chili di esplosivo Petn nascosti negli edifici, con riferimenti diretti alla morte di bambini palestinesi e alla guerra in Medio Oriente. Le verifiche della polizia hanno escluso fortunatamente la presenza di ordigni, ma non hanno dissipato il senso di vulnerabilità nei Balcani.
Un salto di qualità inquietante
Gli ultimi episodi mostrano una precisione e una regia che non si erano mai viste prima. I primi casi, spesso ricondotti a ragazzate o tentativi di saltare le lezioni, sembrano ormai lontani. Ora le minacce colpiscono alberghi, centri commerciali, scuole, e si diffondono con una rapidità che lascia presagire una strategia deliberata di destabilizzazione.
Un contagio regionale
L’ondata è partita a fine marzo, secondo i media di Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Croazia, e si è intensificata a metà aprile. In Croazia, gli allarmi hanno raggiunto anche Zagabria, Spalato, la Dalmazia e Dubrovnik, generando un clima di allerta permanente. Le autorità parlano di un fenomeno “senza precedenti”, mentre la popolazione vive tra indiffidenza e paura, in un contesto dove ogni suono improvviso può sembrare una minaccia.
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