L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Mattarella ricorda a tutti che “l’Italia ripudia la guerra”

di Adolfo Spezzaferro -


“Il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria – quale che ne sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri – insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore”. Le parole del Presidente della Repubblica sono un monito che interpella coscienze e responsabilità. E che ribadisce forte e chiaro che “L’Italia ripudia la guerra”.

Al di là di ogni strumentalizzazione politica e contrapposizione ideologica, in un’ottica di Liberazione sì, ma dai pregiudizi e dai preconcetti, l’allarme lanciato dal capo dello Stato riguarda tutti noi ma mette in luce anche un quadro di instabilità e insicurezza globale, con popolazioni civili esposte a guerre ingiustificabili, diritti fondamentali negati, libertà soffocate. Uno scenario che offende la dignità umana e incrina le regole della convivenza internazionale, dove la forza del diritto è zittita dal diritto della forza. Le potenze globali oggi sono prepotenti più che mai.

L’Italia è contro la guerra, come sancito dalla Costituzione e ribadito da Mattarella. E non sono belle parole, non è una formuletta da ripetere a memoria ma un impegno concreto che richiede coerenza nelle scelte politiche, e prima ancora nella cultura e nell’educazione civile. La nostra nazione deve alzare la voce, deve farsi portavoce con forza e chiarezza, a livello Ue e a livello globale, dell’obbligo morale e della volontà condivisa di costruire un ordine mondiale fondato sul rispetto delle regole internazionali e la cooperazione sul fronte umanitario, che punti a scongiurare le guerre invece di ignorarle.

Sul dialogo multilaterale (che è l’unica via in un mondo multipolare) a cui spesso si richiama anche papa Leone XIV. Il monito del capo dello Stato però vale anche per i nostri leader politici: il 25 aprile sia di tutti, di riflessione collettiva e di coesione nazionale. Giù le bandiere di partito, su il Tricolore.


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