I nuovi scenari aperti dalle amministrative in vista delle politiche 2027
Dopo mesi oggettivamente complicati, i risultati delle elezioni amministrative rappresentano sicuramente un segnale di fiducia per il governo. Al di là dell’esito nei singoli comuni chiamati al voto – su tutti la sorpresa registrata a Venezia – il dato politico è che il centrodestra resta assolutamente in corsa in vista delle politiche del prossimo anno. Oltre alla tenuta della coalizione si registra anche un’affluenza ancora in calo. Non certamente una buona notizia, ma politicamente rilevante per il ridimensionamento di quell’ondata che ha fatto nettamente la differenza in occasione del referendum sulla riforma della giustizia. La dimostrazione, secondo diversi esponenti di centrodestra, che nonostante l’evidente politicizzazione di quella consultazione popolare il voto sulla riforma non si è ridotto a un sì o un no al governo. Non esclusivamente, almeno.
La riforma della legge elettorale
Adesso, sventato il rischio di una debacle della maggioranza che avrebbe posto decisamente in salita il percorso che conduce alla fine della legislatura, si può ripartire con i principali dossier dell’agenda politica. Su tutti quelli della legge elettorale. Un cantiere che mai come adesso potrebbe agevolare la corsa del centrodestra. Gli scossoni conseguenti al risultato delle amministrative potrebbero, infatti, farsi sentire soprattutto tra quei partiti di opposizione che lavorano a un’alleanza da contrapporre al centrodestra. I motivi sono diversi. Se in casa Pd Elly Schlein ha potuto tirare qualche boccata d’aria fresca negli ultimi mesi, il clima è diventato subito rovente.
I problemi in casa Pd
Perdere Venezia al primo turno era tutt’altro che semplice, come ha avuto modo di dire anche Massimo Cacciari recriminando contro le scelte del Nazareno. Eppure il centrosinistra ci è riuscito candidando il dem Martella, visto come troppo debole per giocarsi la poltrona da sindaco. Il risultato del Movimento 5 Stelle è in assoluto il più deludente di tutti. Il fatto che tradizionalmente le amministrative non abbiano mai premiato i pentastellati non basta a giustificare che siano stati addirittura superati da Alleanza Verdi e Sinistra. E non solo nella rossa Toscana, ma addirittura nella Puglia di Conte. Anche dove si sono presentati da soli con un proprio candidato sindaco autonomo i 5 Stelle hanno raccolto percentuali che, a guardare semplicemente i numeri, rendono non contendibile la partita per la leadership del campo progressista tra Schlein e Conte.
L’impatto dei risultati delle elezioni amministrative sul campo largo
Di conseguenza, anche quella relativa al candidato premier – la cui indicazione all’atto della presentazione del programma con lo Stabilicum diventerebbe obbligatoria – che sarà chiamato a sfidarsi con Giorgia Meloni. A guardare il valore delle forze in campo, non solo il Pd non ha alcun motivo di cedere il passo, ma anche gli altri alleati della coalizione di centrosinistra avrebbero, oggi ancora più di ieri, da ridire su eventuali pretese di Giuseppe Conte. Se a quel tavolo fino ad ora erano seduti due soli giocatori, adesso avrebbero pieno diritto di farne parte anche altri. E se la riforma della legge elettorale dovesse davvero andare in porto, sfilarsi dalla coalizione significherebbe solamente una cosa: certificare in anticipo la riconferma del centrodestra.
Torna alle notizie in home