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Cronaca

Covid: il ritorno dei medici radiati, la ferita che non si rimargina

Feroci polemiche su un emendamento che riapre il tema Covid con il ritorno dei medici radiati durante l'emergenza

di Angelo Vitale -


L’approvazione in Commissione Affari sociali alla Camera di un emendamento alla legge delega per la riforma delle professioni sanitarie, a prima firma di Alice Buonguerrieri (FdI), riapre con il ritorno dei medici radiati una delle fratture più profonde della storia recente italiana: la ferita del Covid che non si rimargina.

Il ritorno dei medici radiati

La norma, subito avversata dalle opposizioni, consente la reiscrizione agli albi professionali del personale sanitario radiato durante la pandemia per comportamenti che l’emendamento definisce come “diretta conseguenza della limitatezza delle conoscenze scientifiche” dell’epoca o della “scarsità delle risorse umane e materiali”.

L’istanza di reintegro deve essere presentata entro sessanta giorni e, oltre a escludere risarcimenti per il periodo di sospensione, prevede pure che in caso di condanna penale sia intervenuta la riabilitazione dei sanitari.

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Una scelta legislativa per superare l’emergenza Covid

La mossa della maggioranza, accolta dalle opposizioni e da parte della comunità scientifica come un segnale di pericoloso “cedimento” alle tesi anti-scientifiche.

Intanto, la spia di un Paese che non è riuscito a elaborare collettivamente l’emergenza pandemia.

Da un lato, la maggioranza punta alla revisione di decisioni prese in condizioni d’emergenza, dall’altro arrivano critiche durissime.

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Le reazioni

Alessio D’Amato (Azione) definisce il reintegro una “vergogna” e un’offesa ai professionisti che non hanno mai mollato.

Davide Faraone (IV) parla di uno schiaffo ai 383 sanitari morti in servizio, accusando la politica di mettere scienza e propaganda sullo stesso piano per convenienza elettorale.

E la dem Ilenia Malavasi chiede un’informativa urgente al ministro Schillaci, sottolineando la rottura del patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Un dibattito feroce

Un contesto di stallo più ampio. La Commissione d’inchiesta Covid, definita da alcuni come uno strumento di “rivalsa politica”, frenata da forti tensioni politiche, con reciproche accuse di ostruzionismo che coinvolgono l’ex premier Conte, assai preoccupato di limitare il perimetro d’azione dell’indagine.

Oggi, nove strilla sulla riabilitazione dei medici radiati. Un’emergenza mai metabolizzata. Una nuova dimostrazione della difficoltà del sistema Paese nel ricomporre una memoria civile della pandemia.

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Una tragedia nazionale trasformata in un’eredità irrisolta che continua ad alimentare divisioni. E impedisce una reale e definitiva sintesi istituzionale.


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