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Esteri

A processo la moglie di Sanchez: terremoto alla Moncloa

Il tribunale di Madrid convalida il rinvio a giudizio per la "primera dama" spagnola. Gomez dovrà affrontare una giuria popolare per traffico di influenze e appropriazione indebita

di Angelo Vitale -


Terremoto alla Moncloa: confermato il processo a Begona Gomez, moglie del premier Sanchez.

A processo la moglie di Sanchez

Il tribunale di Madrid convalida il rinvio a giudizio per la “primera dama” spagnola. Caduta l’accusa di corruzione e revocato il divieto di espatrio, ma Gomez dovrà affrontare una giuria popolare per traffico di influenze e appropriazione indebita. Il governo parla di attacco politico “sproporzionato”.

La vicenda giudiziaria che da oltre due anni scuote la politica spagnola, giunta a un punto di non ritorno. Il tribunale provinciale di Madrid ha confermato la decisione del giudice istruttore Juan Carlos Peinado: Begona Gomez, moglie del primo ministro socialista Pedro Sanchez, andrà a processo.

Un passaggio istituzionale senza precedenti nella storia democratica della Spagna. Scontro totale tra la maggioranza di governo e le opposizioni di destra e ultradestra.

Le accuse rimaste in piedi e le misure revocate

Suuperata la durissima ordinanza iniziale emessa a giugno dal giudice Peinado, che aveva disposto persino il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il Paese e l’obbligo di firma bisettimanale per il timore di una fuga favorita dalla scorta. Il tribunale di Madrid ha parzialmente alleggerito la posizione della Gómez.

La revoca delle misure cautelari

Il tribunale ha restituito il passaporto alla moglie del premier, annullando il divieto di espatrio.

Le accuse confermate

Gomez sarà processata per traffico di influenze. L’accusa, aver sfruttato il ruolo del marito per ottenere finanziamenti e cattedre universitarie alla Complutense di Madrid. In più, per appropriazione indebita, relativa a un software dal valore di circa 100mila euro sviluppato per l’università.

Le accuse cadute

È stata invece stralciata l’imputazione per corruzione negli affari. Il processo si svolgerà davanti a una giuria popolare in una data ancora da destinare.

La difesa politica della Moncloa e la tesi della “macchina del fango”

Il Partito Socialista e lo stesso premier respingono con fermezza ogni accusa, parlando di un procedimento “eccessivo, sproporzionato e privo di indizi reali”.

La difesa fa notare come l’inchiesta sia nata nel 2024 da una denuncia di Manos Limpias e sia portata avanti da sigle dell’ultracattolicesimo e dell’estrema destra spagnola. Hazte Oír e il partito Vox, “accusa popolare”, un istituto giuridico spagnolo che permette a soggetti privati di fare da parte civile nei processi penali.

Sánchez ha più volte denunciato una “campagna orchestrata” e l’uso politico della giustizia mirato a colpire il suo esecutivo.

Cosa accadrà adesso? Lo scenario per il governo

Sebbene il premier non sia indagato, la pressione politica sulla Moncloa è ormai asfissiante. La notizia del processo a Begona Gomez si inserisce in un quadro di accerchiamento giudiziario per la famiglia Sanchez.

Pochi giorni fa, infatti, il fratello del premier, David Sanchez, è stato condannato in primo grado e interdetto dai pubblici uffici per nove anni per abuso d’ufficio.

A questo si aggiungono le recenti condanne e indagini per corruzione che hanno travolto ex strettissimi collaboratori del primo ministro, come l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos.

Le opposizioni del Partito Popolare e di Vox chiedono a gran voce le dimissioni del premier. E promettono di trasformare il futuro processo pubblico della first lady in un logorante dibattito sulla trasparenza del governo.

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