Tutti abbiamo il lusso di fermarci un attimo
Ci siamo convinti che il tempo sia una risorsa da amministrare come un conto corrente. Lo dividiamo in slot (che parola terribile…), lo ottimizziamo, lo riempiamo fino all’ultimo minuto utile. Agenda alla mano, passiamo dalle riunioni alle chiamate, dal lavoro alla palestra, dalla spesa alla cena, con la soddisfazione, quasi da bravo bambino che ha messo in ordine i giocattoli della stanza, di spuntare ogni voce della lista.
La giornata perfetta, oggi, è quella in cui non resta nemmeno un quarto d’ora vuoto. Eppure, proprio quel vuoto è diventato un lusso (anche se alla portata di tutti, a pensarci bene). Abbiamo smesso di concederci il diritto di perdere tempo, dimenticando che spesso è proprio lì che il tempo acquista valore. Sedersi su una panchina senza controllare il telefono, osservare il panorama dietro una finestra, prendere un caffè seduti la mattina prima di andare a lavoro, passeggiare senza una destinazione precisa. Gesti che un tempo erano normali e che oggi sembrano quasi da pigri e pelandroni, una lesa maestà al culto della produttività.
La velocità è diventata una virtù. Rispondere subito ai messaggi, correre da un appuntamento all’altro dà l’illusione di vivere di più (invece stiamo solo lavorando). La sensazione, alla fine della giornata, poi spesso è quella opposta: le ore sono volate senza lasciare traccia. Abbiamo fatto molto (a volte tutto il possibile), ma ricordiamo poco. Forse perché il tempo non si misura con ciò che riesce a contenere, ma con ciò che ci lascia dentro. I ricordi più nitidi raramente coincidono con le giornate più frenetiche.
Restano impressi un tramonto guardato senza fretta, una chiacchierata che si è dilungata oltre il previsto, una domenica senza programmi, un silenzio condiviso. Momenti che nessuna agenda avrebbe saputo pianificare. Il paradosso è che inseguiamo il tempo proprio mentre lo consumiamo.
Cerchiamo applicazioni per organizzarlo meglio, tecniche per essere più efficienti, strategie per incastrare ogni impegno. Ma il tempo non si lascia addomesticare. Scorre comunque, con la stessa indifferenza nei nostri riguardi, sia quando corriamo sia quando ci fermiamo. E forse è proprio fermandoci che possiamo accorgerci di quanto sia prezioso. Non per fare meno, ma per vivere di più.
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