L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Adesso bisogna parlare a chi ha detto No al governo

di Adolfo Spezzaferro -


Oggi è un altro giorno e si va avanti. Ma la sconfitta del fronte del Sì, che è una sconfitta politica per la maggioranza di centrodestra e per il governo, ci dice molto di come sarà il clima da qui alle prossime elezioni politiche.

Noi come L’identità e gran parte del fronte del Sì ci siamo impegnati nello spiegare in lungo e in largo perché bisognava far passare la riforma della magistratura e della giustizia. Abbiamo fatto tutto il possibile per contrappore alle fake news del fronte del No, all’allarmismo becero del tenore di “Se vince il Sì saranno a rischio i diritti fondamentali dei cittadini, oltre che l’autonomia dei giudici”, analisi, dibattiti, confronti tra giuristi, magistrati, avvocati, costituzionalisti, imprenditori e, ovviamente, politici.

Abbiamo risposto colpo su colpo alle bugie della sinistra e delle toghe politicizzate con la verità dei fatti, illustrando la bontà del quesito referendario e gli indubbi benefici per tutti di una vittoria del Sì. E invece ha vinto il terrorismo psicologico, ha vinto la paura per un fantomatico “attentato alla Costituzione”. Hanno vinto la demagogia e la propaganda che hanno convinto gli elettori che la riforma fosse contro i giudici, contro la Costituzione, contro la democrazia (anche perché di fatto non era una riforma condivisa con l’opposizione).

Una campagna, quella del fronte del No, dalle toghe rosse fino alla Cgil e all’Anpi passando per i partiti (i cui leader già sono tornati a litigare), che ha convinto persino parte degli astensionisti a tornare a votare per dire No. Quindi, massimo rispetto e onore a chi ha difeso le ragioni del Sì con la ragione, con l’onestà intellettuale, con esempi pratici. Ma non è bastato.

Anche perché soltanto la premier Giorgia Meloni e solamente gli ultimi giorni ha fatto quello che doveva fare tutto il centrodestra (al netto di gaffe e autogol, che pure non sono mancati a sinistra): mobilitare gli elettori scuotendo in profondità le coscienze. Tecnicismi e spiegazioni pratiche di quanto chiedeva la riforma non hanno parlato alla pancia come il messaggio potentissimo del “Vota No per impedire che i giudici finiscano sotto la politica (falso!) e che la Costituzione venga tradita (falso!)”.

Ora ci aspetta una campagna elettorale in cui il governo parte indubbiamente svantaggiato: impariamo dagli errori fatti. Ora dobbiamo parlare a tutti per il bene di tutti, anche e soprattutto di coloro che hanno detto No al cambiamento perché volevano dire No al governo.


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