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Cultura & Spettacolo

Alla Luna racconta Gorizia: sapori di confine e memoria golosa

di nicola santini -


Alla Luna: ingresso nel cuore di Gorizia

Alla Luna a Gorizia si arriva seguendo le insegne lucide del distretto del commercio, e a un certo punto la città cambia passo. Via Oberdan scorre elegante, poi la porta al numero 13 apre una scena diversa, più calda e vissuta, con il legno scuro che accoglie, le foto alle pareti, le tovaglie bianche che ricordano certe gostilne di frontiera dove il confine si racconta meglio che nei libri. Qui il concetto di terra di mezzo diventa un profumo che arriva dalla cucina e un modo preciso di stare a tavola.
Alla Luna nasce nel 1876 e porta ancora l’aria delle istituzioni gastronomiche che non cedono alle scorciatoie. La famiglia Pintar custodisce il locale come un’eredità preziosa: Celestina Goljevscek (che ho incontrato) in cucina orchestra piatti che parlano tre lingue, mentre in sala l’atmosfera mescola garbo, memoria e quel senso di appartenenza che solo i posti rimasti autentici riescono a mantenere. Le volte alte, il via vai dei clienti abituali, i turisti che arrivano dal Collio, gli accenti che si incrociano. Tutto costruisce un microcosmo che restituisce l’anima di Gorizia.

Piatti che raccontano il confine

La carta è una dichiarazione d’intenti. Il frico esce dorato e filante con la precisione di un rituale. La jota spinge un tepore lento, di crauti e fagioli, che sa di inverno mitteleuropeo. Il gulasch arriva morbido, ricco, avvolto nel suo profumo di paprika gentile. La ljubljanska, croccante e generosa, porta con sé una storia di confine che si sente al primo morso, come anche gli gnocchi di susine (il ballottaggio sta sempre nel dilemma se ordinarli come primo piatto o come dessert.)Poi agnello, brasati, in braide che riconciliano con il mondo. I piatti del Buon Ricordo, aggiungono l’elemento da collezione che diverte e racconta ancora di più la filosofia del luogo.
La carta dei vini sceglie il Collio come casa naturale, con etichette che parlano la lingua delle colline goriziane e una selezione slovena che completa senza invadere.

Ritmo, tradizione e identità goriziana

Il servizio segue lo stesso ritmo: professionale, partecipe, mai ingessato.
A tratti compare il costume tradizionale, che potrebbe diventare folclore e invece aggiunge un tassello alla narrazione.
Il capitolo dolci mantiene la rotta. Strudel profumato di mele e cannella, mousse allo zafferano con tocchi aromatici, dessert che ricordano un pranzo della domenica allargato. Il conto si colloca nella fascia media alta, coerente con un indirizzo che appartiene al patrimonio gastronomico cittadino e lo rappresenta con naturalezza.
Alla Luna è una tappa che riassume Gorizia nella sua forma più nitida: elegante senza grossa ostentazione, golosa, radicata e fiera della sua identità.
Si esce con la sensazione di aver attraversato un pezzo di confine attraverso il gusto, con quel ritmo lento e appagato che solo i posti veri riescono a regalare.


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