L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

2025 all’insegna dei rincari, soprattutto per spesa ed energia

di Lino Sasso -


L’aumento dell’inflazione torna a farsi sentire nel 2025, dopo un 2024 caratterizzato da una dinamica dei prezzi più contenuta. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, nel corso del 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti in media dell’1,5%. Un’accelerazione rispetto al +1% dell’anno precedente. Un segnale che, pur senza riportare il Paese ai livelli di tensione inflattiva del passato recente, riaccende l’attenzione su alcuni comparti chiave della spesa delle famiglie. Il mese di dicembre 2025 conferma il quadro: l’inflazione segna un +0,2% su novembre e un +1,2% su base annua, in lieve aumento rispetto al +1,1% registrato a novembre.

Gli aumenti più significativi

A trainare la risalita sono soprattutto i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, finiti anche sotto la lente dell’Antitrust. I beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano infatti un’accelerazione dal +1,5% al +1,9%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto passano dal +2% al +2,2%. Nel periodo 2021-2025, questi beni hanno accumulato rincari pari al 24%. Sul fronte energetico, il bilancio degli ultimi cinque anni resta pesante: tra il 2021 e il 2025 l’aumento cumulato dei prezzi arriva al 34,1%. Tuttavia, nel solo 2025 i beni energetici non regolamentati registrano una variazione negativa del -3,8%, in netto recupero rispetto al -11,3% del 2024. Si attenua la discesa dei prezzi dell’energia elettrica nel mercato libero e del gasolio per autotrazione, mentre continuano a calare benzina e gasolio per riscaldamento.

L’aumento dell’inflazione si avverte soprattutto sulla spesa

Analizzando l’andamento annuale, l’inflazione si attesta al +1,7%, valore identico sia per le famiglie con livelli di spesa più bassi sia per quelle con consumi più elevati. Dopo una sostanziale stabilità nei primi due trimestri del 2025, la crescita dei prezzi rallenta nella seconda parte dell’anno, fino al +1,2% del quarto trimestre. Questo andamento fa sì che l’eredità inflattiva lasciata al 2026 sia sostanzialmente nulla. Tra le divisioni di spesa che registrano le maggiori accelerazioni figurano abitazione ed energia, prodotti alimentari e bevande analcoliche e istruzione. In decelerazione risultano invece trasporti, servizi ricettivi e ristorazione, mobili e articoli per la casa e il comparto ricreazione e cultura. Nel complesso, l’aumento dell’inflazione del 2025 appare selettivo e concentrato su beni essenziali, con effetti più avvertiti proprio nella spesa quotidiana delle famiglie.


Torna alle notizie in home