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Politica

Campo largo contestato a Napoli, nessun sold out

Dopo le proteste degli antagonisti arriva pure la "beccata" della premier Giorgia Meloni

di Dave Hill Cirio -

Da sinistra, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Roberto Fico e Gaetano Manfredi durante la manifestazione del campo largo in piazza del Gesù, a Napoli


Nessun sold out, una piazza insidiata da sinistra: nel debutto del primo comizio unitario del cosiddetto “campo largo” progressista svoltosi ieri sera in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli, significative complessità organizzative e strutturali, lontane dall’immagine di una mobilitazione di massa.

Campo largo contestato a Napoli

L’evento – che ha visto la partecipazione della segretaria del Pd Elly Schlein, del leader del M5S Giuseppe Conte, dei portavoce di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, del segretario del Psi Enzo Maraio e del segretario di +Europa Riccardo Magi – non ha registrato il tutto esaurito.

La risposta del pubblico è apparsa numericamente contenuta, complici anche le barriere metalliche di contenimento posizionate su un lato della piazza nel centro storico, che hanno limitato l’afflusso e la visibilità, trasformando parzialmente la manifestazione in un evento di passaggio per turisti e curiosi piuttosto che in una mobilitazione politica compatta.

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Le contestazioni della sinistra radicale e dei movimenti di base

Le maggiori criticità della serata, dal fronte della sinistra antagonista e dei movimenti sociali, evidenziando una forte frattura a sinistra rispetto alla proposta politica della coalizione progressista.

Prima dell’inizio formale dei comizi, circa un centinaio di attivisti aderenti al “Movimento Disoccupati 7 Novembre” ha tentato di occupare l’area antistante il palco.

La protesta ha generato momenti di contatto e forte tensione con il cordone delle forze dell’ordine schierate a protezione della struttura.

Successivamente, la contestazione si è spostata sul piano prettamente politico. Durante l’intervento del sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ed ex esponenti istituzionali come Roberto Fico, un gruppo di militanti di Potere al Popolo ha aperto la contestazione diretta, intonando cori ostili verso i leader nazionali e interrompendo lo svolgimento del comizio per circa dieci minuti.

Le reazioni dei leader sul palco e lo scontro politico

L’interruzione ha costretto i vertici della coalizione a gestire la contestazione direttamente dal palco. Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni hanno tentato una mediazione verbale con i manifestanti nel tentativo di riprendere l’evento. Più dura la reazione di Angelo Bonelli di Europa Verde, che ha censurato l’azione di Potere al Popolo definendola controproducente per le opposizioni.

Il comizio è successivamente ripreso fino alle conclusioni affidate a Elly Schlein, ma l’episodio ha reso evidenti le resistenze territoriali e ideologiche che la coalizione incontra nelle storiche roccaforti del dissenso di sinistra.

La “beccata” di Meloni

La contestazione di Napoli ha valicato immediatamente i confini locali, incassando il commento istituzionale della premier. Giorgia Meloni ha espresso via social una ferma condanna del metodo della contestazione, manifestando solidarietà ai leader del centrosinistra: “Esprimo la mia solidarietà ai leader e agli attivisti del campo largo, contestati durante la manifestazione di Napoli da esponenti di Potere al Popolo, che hanno tentato di impedirne il regolare svolgimento. La libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti. Noi continueremo a difenderlo senza esitazioni e senza doppi standard”.

Il secondo appuntamento del formato unitario delle opposizioni è previsto per il 15 luglio a Padova, dove la coalizione sarà chiamata a verificare la tenuta della propria proposta politica in un contesto differente rispetto a quello partenopeo.


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