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Caos sanità: negli ospedali 8mila reparti senza direttori

Una perdita di ruoli apicali non omogenea. Al Sud la riduzione supera il 28%, al Nord resta più contenuta ma regioni come la Liguria registrano cali superiori al 25%

di Dave Hill Cirio -


Nel Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi anni, una vera e propria frattura interna: il caos della sanità ha generato 8mila reparti senza direttori.

Non solo la cronica carenza di personale o delle liste d’attesa che si allungano, ma un processo strutturale che sta svuotando la capacità gestionale e organizzativa degli ospedali italiani.

La denuncia Anaoo: 8mila reparti senza direttori

In dieci anni – denuncia l’Anaoo -, dal 2013 al 2023, il sistema ha perso oltre 8mila figure di leadership clinica tra direttori di Struttura Complessa e di Struttura Semplice. Un crollo che supera il 40% nel numero complessivo.

Una contrazione che non è un dettaglio amministrativo ma la punta di un malfunzionamento profondo. I tagli realizzati con la scusa del contenimento della spesa non hanno ridotto i problemi, ma li hanno amplificati.

Reparti interi accorpati, strutture eliminate e responsabilità concentrate in pochi dirigenti costretti a dirigere più reparti, spesso in ospedali diversi.

Il risultato, una presenza sempre più rarefatta sul campo e di leadership clinica indebolita.

Il caos sanità: carenze lungo lo Stivale

Una perdita di ruoli apicali non omogenea, circa questo caos della sanità che lascia 8mila reparti degli ospedali senza direttori. Al Sud la riduzione supera il 28%, al Nord resta più contenuta ma regioni come la Liguria registrano cali superiori al 25%.

Anche per le Strutture Semplici, tagli massicci: al Sud la diminuzione talvolta supera il 60%. Un quadro che aggrava la fuga costante di medici e la carenza di specialisti che si trascina da anni.

Tra il 2019 e il 2022, in migliaia hanno lasciato il Ssn per trasferirsi altrove o uscire completamente dalla sanità pubblica. Contemporaneamente, migliaia di posti letto cancellati, un numero di ospedali diminuito.

Un sistema malato

La riduzione dei direttori, non un accidente contabile, ma il sintomo di un sistema che saccheggia competenze e responsabilità per risparmiare pochi spiccioli. E così, e reparti senza guida stabile, la formazione interna rallentata, la capacità decisionale delle aziende sanitarie frammentata.

Mentre cresce il ricorso a soluzioni provvisorie come le clinicizzazioni affidate ad accademici privi di esperienza ospedaliera. Dal processo, conseguenze dirette sulle cure. Un direttore di struttura complessa non è un funzionario superfluo: guida il governo clinico, gestisce risorse cruciali, contiene costi, riduce le liste d’attesa e sostiene la motivazione delle équipe. Senza di lui, l’ospedale perde una bussola.

Continue criticità

Un problema che si allarga alla gestione interna. Mentre sotto il profilo contrattuale la situazione resta tesa: in molte aziende sanitarie diffuse le inadempienze contrattuali. Nodi strutturali intrecciati a problemi organizzativi diffusi sul territorio.

Anaao Assomed non usa mezzi termini e descrive un sistema che ha perso fiducia nelle professionalità che lo animano: anziché valorizzarle, le ha progressivamente marginalizzate. ne consegue una doppia demotivazione: per chi resta a dirigere i reparti nei contesti più difficili e per chi considera l’uscita dal pubblico come unica alternativa percorribile.

Dati chiari: crisi non solo numerica, ma strategica. Tra le richieste, governance clinica forte e investimenti mirati. Il rischio, veder dilapidare ciò che resta di un sistema nato per garantire cure e equità.

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