LIBERALMENTE CORRETTO – I cattolici e il mercato
Si è spento da poco Dario Antiseri, autorevole voce del liberalismo italiano, che ha coniugato la fede cattolica coi principi del libero mercato, in continuità col pensiero di molti studiosi, da Lord Acton ai contemporanei Michael Novak e Robert Sirico. In questi giorni esce un saggio di don Beniamino Di Martino pubblicato nella rivista “Veritatis diaconia” a ricordarci il contributo del cattolico Frederic Bastiat alla cultura liberale. È noto il paradosso del “vetro rotto” che si deve al pensatore francese.
Il pensiero del pensatore francese
Il calcolo economico basato sul visibile non dice nulla del costo invisibile. La necessità di cambiare il vetro dà luogo all’applicazione di un supplemento di ricchezza, costituita dal valore del vetro nuovo e della manodopera impiegata per collocarlo. Ciò che si vede è la ricchezza prodotta in conseguenza della rottura del vetro, cosicché tale evento non può che essere considerato fausto, dal punto di vista dell’ingenuo calcolo del visibile, mentre è infausto per il buon senso comune. Il danno evidente per tutti esula dalle stime e sopravvive beffardamente solo l’incremento del PIL.
In realtà, osserva Bastiat, la manodopera e il vetro nuovo, impiegati per la sostituzione, avrebbero potuto avere un altro utilizzo, se il vetro non fosse stato rotto; e mentre la sostituzione non aggiunge nulla alla ricchezza precedente, perché ristabilisce lo status quo ante, l’impiego alternativo avrebbe comportato un reale incremento della somma dei beni economici. Ma l’impiego alternativo non c’è stato, dunque il costo invisibile sfugge al calcolo. La lezione di Bastiat sui costi invisibili è basilare per farci intendere, non solo la superiorità dell’economia di mercato rispetto a quella pianificata, ma anche i benefici dell’ordine sociale fondato sul diritto naturale. I costi invisibili di cui parla il cattolico Bastiat sono, non solo economici, ma anche sociali. L’operatore di mercato non rompe vetri per sostituirli, andando incontro a costi senza ricavi. La situazione cambia di molto per l’autorità pubblica, che non soggiace alla legge di mercato.
Il miope calcolo del visibile induce il politico, per esempio, a “salvare” posti di lavoro in settori improduttivi, sottraendo risorse a possibili impieghi più produttivi. Il costo invisibile del mancato impiego alternativo non è calcolabile, cosicché il politico potrà gloriarsi del suo “salvataggio”, invece di chiedere scusa dell’ostacolo frapposto allo sviluppo economico.
Cattolici e mercato: una questione non solo economica
Ma la questione non è solo economica. Bastiat aveva ben compreso che l’ordine di mercato è il riflesso di un’armonia più grande che investe l’intera società. Il diritto naturale che ordina la società, in simbiosi col mercato, è visto come espressione intrinseca del disegno divino, parte integrante della creazione. Ne discende che il turbamento del mercato vulnera anche l’armonia sociale e per certi versi offende anche l’armonia del creato. Non a caso il suo libro Harmonies économiques descrive un ordine naturale che è morale, sociale ed economico al tempo stesso.
La lezione di Bastiat è stata ripresa da Hayek che ha descritto le politiche interventiste come falsi rimedi a errori precedenti. I costi invisibili del passato determinano le presunte emergenze del presente, che impongono la “necessità” di nuovi interventi politici, consistenti in nuove turbative di mercato. I vetri rotti del passato determinano la crisi di oggi, superabile con il provvidenziale programma politico di rompere nuovi vetri. Hayek ravvisa l’armonia di Bastiat nel vigore del nomos, la legge che vincola tutti allo stesso modo e rispetta il diritto di ciascuno, preesistente alle deliberazioni dell’autorità.
La “nomocrazia” è turbata dalle ingerenze politiche, attuate attraverso la legislazione mirata e particolaristica che dà agli uni e sottrae agli altri. Il disegno pianificatore si attua con provvedimenti necessariamente selettivi, che innescano rivalità e privilegi, sicché la conflittualità sociale è parte intrinseca dei costi invisibili. Alla fine dei conti, la presunta contrarietà della dottrina cattolica all’economia di mercato si rivela una favola. L’instancabile opera di Beniamino Di Martino ce ne dà ampia e documentata dimostrazione.
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