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Cronaca

Caporalato, accuse dei pm alla società vicina a Glovo

Imposta l'amministrazione giudiziaria, in ballo ci sono quasi 40mila lavoratori

di Pietro Pertosa -


Caporalato, faro sul delivery: finisce nei guai Glovo. La Procura di Milano ha deciso di avviare un controllo giudiziario d’urgenza su Foodinho, società che gestisce il food delivery per la piattaforma. Le ipotesi di reato sono importanti: si parla di caporalato. E coinvolgerebbe fino a 40mila rider, duemila dei quali operativi nella sola città di Milano. La vicenda riporta d’attualità la questione della Giga-economy e il grande tema che è alle sue spalle: si tratta di lavoretti, nelle paghe, ma di lavori veri e propri nella pratica?

Caporalato, Glovo sotto la lente dei pm

Nel registro degli indagati c’è l’amministratore unico di Foodinho, Miguel Oscar Pierre e la società come persona giuridica. Le accuse riferiscono dell’ipotesi di aver impiegato manodopera “in condizioni di sfruttamento”, approfittando “dello stato di bisogno” dei rider. Le paghe nel mirino della magistratura sarebbero a dir poco povere. In alcuni casa inferiori fino al 77 per cento rispetto alle soglie di povertà. E giù dell’82% se paragonate a quelle imposte dai contratti collettivi di settore. Insomma, Foodinho e con essa la piattaforma Glovo rischia davvero grosso.

Regolarizzare 40mila rider

I magistrati della Procura di Milano hanno affidato a un professionista il compito di regolarizzare 40 mila lavoratori. L’amministratore giudiziario sarà il commercialista Andrea Andriano Romanò. Dovrà vagliare e cambiare gli assetti organizzativi della società, anche in difformità rispetto a quelli proposti dall’imprenditore. Tutto per evitare che si verifichino condotte ed episodi, come quelle ipotizzate contro Glovo e meglio Foodinho, al centro del provvedimento. Su cui adesso ci sarà tempo dieci giorni per il ricorso al giudice per le indagini preliminari di Milano.


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