Carrette del mare, rischi e pericoli quotidiani
In Italia i frequenti controlli dei Nuclei Port State Control della Guardia Costiera
Carrette del mare, il degrado delle flotte si aggrava in tutto il mondo e l’Italia che è uno dei Paesi più rigorosi nei controlli ispettivi delle flotte ne è la cartina di tornasole.
Carrette del mare, il degrado delle flotte in tutto il mondo
Recentissimo, nel porto di Napoli, il fermo di una rinfusiera con bandiera del Belize. Prima di questa, qualche settimana fa a Genova, lo stop a un traghetto tunisino. Sempre nello scalo del capoluogo campano, agli inizi di settembre, il blocco di una chimichiera cinese battente bandiera liberiana.
Ogni volta, lo stesso quadro. Ogni volta, il fermo e le prescrizioni per gli interventi necessari da riverificare prima della ripartenza. E ogni volta, in azione, i Nuclei Port State Control della Guardia Costiera che garantiscono al nostro Paese un primato per il rigore delle verifiche. Gli obiettivi, la tutela della sicurezza e dell’ambiente marino e delle condizioni di lavoro e formazione a bordo.
Il quadro inquietante dei controlli
L’elenco delle condizioni rilevate a bordo riserva particolari inquietanti, ancor più significativi laddove, come nel caso della motonave Carthage della compagnia Cotunav fermata a Genova che quel giorno trasportava sulla tratta tra Tunisi e il capoluogo ligure 150 passeggeri e numerosi mezzi rotabili, c’è di mezzo la sicurezza di persone: deficienze gravi per le procedure anti allagamento, i sistemi di sicurezza antincendio e di monitoraggio e controllo degli apparati in sala macchine.
A Napoli, invece, la rinfusiera Tanais Dream del Belize ha a bordo un equipaggio completamente di nazionalità russa. Contrariamente al suo nome, la vita a bordo non era un sogno: carenze igieniche nelle cabine equipaggio, scarse provviste di bordo per il successivo viaggio, insetti in cucina e nelle mense, impianti di ventilazione e riscaldamento compromessi, un cuoco di bordo senza certificazioni, locali macchine con copiose perdite dei generatori e del motore principale.
La chimichiera cinese Diligent Star della Singapore Chem Star Shipping bloccata a Napoli aveva, invece, a bordo personale inadeguato ad affrontare e emergenze in mare e le condizioni di vita a bordo. E’ stata autorizzata a sbarcare il suo carico di olio di palma ma potrà ripartire solo quando la Guardia Costiera si convincerà che non avrà a breve altre difficoltà.
Demolizioni “sporche e pericolose” in Bangladesh
Alcuni casi di un fenomeno quasi “invisibile” se anche lo smantellamento delle “carrette del mare” non più idonee segue rotte di difficile monitoraggio. La piattaforma Shipbreaking stima che oltre l’80% di queste finisca in demolizioni “sporche e pericolose” sulle spiagge del Sud Asia, in particolare nei cantieri di Chattogram in Bangladesh.
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