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Ambiente

Cenone senza vongole per il granchio blu: arrivano i fasolari

Anche questo mollusco rischia un'impennata dei prezzi fino al raddoppio in vista delle Feste

di Angelo Vitale -


Vongole del cenone di Natale minacciate dal granchio blu: i fasolari avanzano come alternativa. Le tradizionali vongole italiane diventano sempre più rare a causa dell’invasione del granchio blu. Al loro posto, per non rinunciare ai sapori di mare, arriva un possibile sostituto: il fasolaro. Questo bivalve dell’Alto Adriatico vive un momento di grande popolarità e potrebbe conquistare spazio sulle tavole del cenone di Natale.

Fasolari, l’alternativa possibile alle vongole del cenone

I fasolari somigliano alle vongole, ma solo a prima vista. Il colore appare più acceso, il guscio più grande. La consistenza ricorda quella delle ostriche e anche il gusto risulta più pieno e deciso. Al Sud vengono consumati spesso crudi e da sempre sono nelle ricette della tavola, nel resto d’Italia sono ancora poco conosciuti.

La produzione è interamente italiana e si concentra nell’Alto Adriatico, tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. I molluschi vivono su fondali sabbiosi, in mare aperto, tra le 10 e le 12 miglia dalla costa e fino a 20 metri di profondità.

Paolo Tiozzo, vicepresidente di Fedagripesca-Confcooperative e presidente dell’Organizzazione di Produttori “I Fasolari”, spiega che oggi operano 87 imbarcazioni con 150 lavoratori. Tutta la filiera si muove nel rispetto della sostenibilità. I pescatori prelevano solo ciò che il mercato richiede e lavorano con licenze mirate, “al servizio dello Stato”, precisa Tiozzo.

Vongole veraci in crisi per il granchio blu

La spinta verso i fasolari nasce anche dall’emergenza che colpisce le vongole veraci italiane. Nel Delta del Po il granchio blu ha devastato gli allevamenti della Sacca di Goro e di Scardivari. Le vongole diventano rare e i prezzi aumentano. Per il cenone di Natale, specie per i classici spaghetti alle vongole, rischia di esserci poca offerta e costi elevati.

Per i fasolari il problema è un altro: il clima

Anche i fasolari affrontano insidie. Non si tratta del granchio blu, ma degli effetti del cambiamento climatico.

Secondo Tiozzo, la scarsa gestione degli invasi di acqua dolce nel Nord Italia e i fenomeni estremi — alluvioni, mareggiate, acqua alta — riversano troppi detriti sulle zone di pesca. I fasolari sono molluschi stanziali, non possono fuggire come i pesci. Subiscono così tutta la pressione ambientale.

Tiozzo denuncia anche una mancanza di equilibrio nelle politiche europee. L’Europa limita lo sforzo di pesca a strascico ma non interviene in modo efficace sul ripristino degli ecosistemi. Senza compensazioni, avverte, si rischia di creare povertà nelle comunità costiere.

Un prodotto di qualità, ma non per tutti

Oggi il fasolaro viene usato soprattutto nella ristorazione e nel catering. In grande distribuzione si vede poco. In pescheria richiede manualità nella pulizia, perché il guscio è robusto e la polpa va separata con cura.

Per questo motivo la Op “I Fasolari” ha sviluppato una filiera di trasformazione a terra. I molluschi vengono venduti già puliti, sottovuoto, congelati o sotto forma di polpa confezionata. È possibile acquistarli anche online.

I prezzi variano: alla produzione 7-8 euro al chilo, in pescheria da 10-12 euro, fino a 30 euro nei periodi di maggiore richiesta. I porti principali di sbarco sono Marano Lagunare, Cavallino Treporti e Chioggia.

Fasolari: una scelta sostenibile per il Natale?

La crisi delle vongole rende i fasolari una valida alternativa per il cenone. Sono italiani, sostenibili e disponibili. Il sapore non è identico, ma la qualità è alta. I consumatori più curiosi potrebbero scoprire un nuovo ingrediente per primi piatti e crudi di mare.

E mentre il granchio blu continua a minacciare le tradizioni natalizie, questi bivalvi dell’Adriatico potrebbero diventare la sorpresa delle feste.

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