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La Commissione Ue mette in mora Meta: misure imminenti

La lettera da Bruxelles inquieta Menlo Park: "Ma l'Europa sbaglia"

di Pietro Pertosa -


La Commissione Ue fa sul serio e “avvisa” Meta. Da Bruxelles è arrivata a Menlo Park una lettera di messa in mora. In cui si legge che l’Antitrust comunitario non ha la minima intenzione di restarsene con le mani in mano e che presto verranno applicate delle misure. Il caso è sempre lo stesso. Quello dell’intelligenza artificiale su Whatsapp. E, cioè, sul blocco ai terzi per la fornitura di servizi per la piattaforma di messaggistica istantanea cara a Mark Zuckerberg. Si tratterà di misure provvisorie che, naturalmente, salvaguardano il diritto alla difesa di Meta.

Commissione Ue: continua il duello con Meta

Ma la Commissione ci tiene a sottolineare che “le pratiche di Meta rischiano di impedire ai concorrenti di entrare nel mercato a rapida espansione degli assistenti Ai”. E che pertanto “la Commissione intende imporre delle misure ad interim, per evitare che queste pratiche causino danni gravi e irreparabili al mercato, fermo restando il diritto alla difesa di Meta e quello di rispondere”. Da Menlo Park non s’è fatta attendere troppo la replica. Meta ha da tempo contestato gli addebiti e ora rincara la dose: “I fatti dimostrano – afferma un portavoce del colosso tech – che non vi è alcuna ragione affinché l’Ue intervenga sull’interfaccia di programmazione delle applicazioni (Api) di WhatsApp Business. Esistono numerose opzioni di Ia e gli utenti possono accedervi tramite app store, sistemi operativi, dispositivi, siti web e partnership di settore. La logica della Commissione presuppone erroneamente che le Api di WhatsApp Business rappresentino un canale di distribuzione fondamentale per questi chatbot”.


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