CPR in Albania: perché “deportazioni” e “Gestapo” sono termini fuorvianti
I CPR non sono deportazioni né strutture punitive. Analizziamo le dichiarazioni di Ilaria Salis, smontando le iperboli e mettendo i fatti davanti alla retorica.
CPR: basta iperboli, parliamo di fatti
I CPR tornano a far parlare di sé. Ieri Ilaria Salis li ha descritti come luoghi di “deportazioni” e li ha paragonati alla “Gestapo”. Termini forti, emotivi, ma completamente scollegati dalla realtà. È ora di mettere i fatti davanti alle iperboli.
Ieri Ilaria Salis ha dichiarato:
«Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea in merito alle vergognose deportazioni di persone con problemi di salute, fisica e mentale, nel famigerato CPR extraterritoriale in Albania.
Nel tentativo di mascherare il proprio fallimento e farle funzionare, quelle maledette colonie penali costruite a fini di propaganda razzista, il governo le usa come discariche sociali dove gettare via addirittura le persone più fragili.
Persone ammalate, bisognose di cure, e invece prelevate nella notte con metodi da GESTAPO e portate via a loro insaputa.
Pretendiamo che piena luce sia fatta su queste orrende, inaccettabili deportazioni.
Ogni vita umana conta.»
Parole forti, immagini d’impatto. Peccato che siano fuorvianti e sproporzionate. Parlare di “deportazioni” e paragonare i CPR alla Gestapo non ha alcun riscontro nei fatti.
I CPR sono strumenti amministrativi legittimi, regolati da legge italiana e direttive UE. Il trattenimento è convalidato da un giudice, limitato nel tempo, con diritti di difesa e garanzie sanitarie. Non sono luoghi punitivi, né arene di persecuzione. Criticare la gestione è legittimo, drammatizzarla con paragoni storici da regime totalitario è propaganda emotiva che distorce il dibattito.
Chiudere gli occhi davanti a problemi concreti non serve a nessuno. Parlare di riforme, di controlli più efficaci, di trasparenza è utile. Urlare “deportazioni” serve solo a incendiare l’opinione pubblica, confondere i cittadini e alzare il volume della polemica.
Parole e fatti devono coincidere
I CPR sono strumenti di legge, non scenari da film drammatico. La retorica estrema confonde i cittadini e allontana dal dibattito serio. Le critiche sono benvenute, le esagerazioni no.
A questo ritmo, la prossima dichiarazione ci racconterà che i CPR sono portali per viaggi nel tempo. In quel caso, servirà più un romanzo di fantascienza che un’interrogazione parlamentare.
Torna alle notizie in home