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Crosetto: “La guerra in Iran non finirà presto”

L'analisi del ministro: "I tempi dipendono dalla reazione dei più deboli, la lezione di Kiev"

di Martino Tursi -


Secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto la guerra in Iran non finirà così presto. Purtroppo. Intervistato a Rtl 102.5, Crosetto ha spiegato che, al momento, l’obiettivo di tutti deve essere quello di arginare le dimensioni del conflitto. Che, da regionale, potrebbe divampare in qualcosa di ben più pesante. Le parole del ministro della Difesa riferiscono un’analisi che, chiaramente, ha un riflesso globale. Se i missili piovono solo nell’area, le conseguenze del conflitto, a causa dello stop al transito nello Stretto di Hormuz, si stanno facendo sentire in tutto il mondo.

Crosetto: “La guerra in Iran non finirà presto”

Il ministro Crosetto ha detto: “Ho l’impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema è che non acceleri e non diventi più grande. La situazione in Medioriente è molto difficile e complessa”. Poi tenta un’analisi: “Da una parte gli Usa avevano l’idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per cambiare la leadership iraniana. Si stanno rendendo conto che la reazione da parte di Teheran è il caos, portando il conflitto fuori dall’Iran, coinvolgendo i Paesi del Golfo, lo stretto di Hormuz e quindi tutte le economie del mondo”.

“Le guerre dipendono dalla resistenza del più debole”

La durata del conflitto contemporaneo, secondo il ragionamento del capo del Dicastero della Difesa, non è mica legata alla potenza di fuoco del più forte. Al momento, la lezione di Kiev non sembra averla capita nessuno, neanche in Occidente. “La reazione iraniana ha ricordato a tutti che la stessa cosa del conflitto in Ucraina: le guerre non dipendono dalla forza del più forte – ha sentenziato Crosetto -, ma dalla capacità  di resistenza e di sacrifici del più debole”. E ha aggiunto: “Quello che ha colpito la Russia che credeva di chiudere la guerra in breve tempo e invece vanno avanti da quattro anni, lo stesso vale per l’Iran, non è più un regime, ma gruppi che hanno obbligo di creare il caos mettendo in crisi il resto del mondo che questa guerra non l’ha voluta e oggi deve gestire un problema che investe tutti”.


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