Politica

Da fondatore a profeta, Grillo lancia la Bibbia della religione a 5 Stelle

di Edoardo Sirignano -

Beppe Grillo


La religione di Grillo. Non è uno scherzo. C’è già il testo sacro. Ad annunciarlo è proprio il comico genovese. Il “libro dell’Altrove” sarà la Bibbia del percorso iniziatico, che trova la propria genesi davanti al nespolo del giardino dell’Elevato, il noto eden con vista Sant’Ilario. Il messaggio dell’Altissimo del Movimento, stavolta, si rivolge non solo a chi intende adoperarsi per la cosa pubblica, ma a ogni cittadino italiano, anche quegli ultracattolici che poco amavano il linguaggio non troppo erudito del Vaffa-day. Non è un caso che al centro dell’ opera presentata c’è la “morale”. Il nostro, questa volta, grida battaglia agli “avidi-ostentati e volgari, ai bugiardi, furbi e traditori, a presuntuosi, sbruffoni e arroganti, a invidiosi, adulatori e opportunisti, a noiosi e micragnosi e moralisti”. Il problema, però, è che tutte queste categorie, a cui dovrebbe essere indirizzata la buona novella, nei fatti, hanno caratterizzato le recenti cronache pentastellate. I cambi di casacca, le menzogne e i super-protagonismi, d’altronde, sono all’ordine nel giorno nelle stanze della forza guidata da Giuseppe Conte. Ecco perché il padre si isola dai peccatori e prova a togliere il malcostume dalla creatura. I suoi non possono far altro che abbandonare i falsi profeti e riflettere sul verbo del fondatore, quello delle origini. Alle sue sue idiozie, come ben scrive Gurrado su “Il Foglio”, d’altronde, possono attecchire esclusivamente yes man e soggetti in grado di credere che l’asino vola. Gli allievi, in certi casi, hanno addirittura dimostrato di superare il maestro. Basti pensare alle uscite dell’ex sottosegretario Sibilia, il quale aveva proposto addirittura di “legalizzare i matrimoni di gruppo tra specie diverse purché consenzienti”. Per l’irpino, uomini e scimpanzè possono andare tranquillamente sull’altare. La stessa persona, d’altronde, ha negato lo sbarco sulla luna. Non c’è nulla, quindi, di cui meravigliarsi. La religione di Grillo può tutto. I miracoli sono all’ordine del giorno. Un esempio è quello di un bibitaro di Pomigliano diventato titolare della Farnesina. Il momento, d’altronde, è quello giusto. Se Conte decide di lasciare la sinistra, occupata dalla nuova compagna Schlein, meglio diventare, sin da subito, “credo” per i bianchi 2.0. Questo popolo, la storia insegna, ha bisogno di una religione. L’occasione giusta, quindi, per riciclarsi e riprendersi una centralità perduta. Una cosa è certa, quando Grillo dice qualcosa non passa inosservata. Non è importante essere seguiti, ma piuttosto riservarsi uno spazio di visibilità, diverso dai palchi dei soliti teatri. I giovani amano sempre meno la parola politica. Meglio, pertanto, puntare su una nuova relgione o odottrina.

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