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Economia

Dazi Usa e Mercosur, il Parlamento Ue batte un colpo

Una giornata da leoni a Strasburgo. Prima lo stop al Mercosur, poi quello agli accordi Usa-Ue in Scozia

di Giovanni Vasso -


Dazi e Mercosur, il Parlamento europeo ha battuto un colpo. Anzi, due. È stata una giornata insolitamente intensa per l’Eurocamera. Prima ha rimandato alla Corte di Giustizia (e alle calende greche) l’intesa commerciale tra Ue e Mercosur. Poi ha deciso, con un insolito impeto d’orgoglio, di reagire alle minacce di Donald Trump stoppando l’accordo sui dazi raggiunto in Scozia. Bernd Lange, presidente della Commissione per il commercio internazionale, ha detto che dell’intesa non se ne fa più nulla.

Dazi e Mercosur, la giornata al Parlamento Europeo

Almeno per ora, almeno per un po’: “L’accordo Turnberry avrebbe sospeso i dazi su tutti i prodotti industriali statunitensi e istituito un sistema di contingenti tariffari per un gran numero di prodotti agroalimentari statunitensi in ingresso nell’Ue. Tuttavia – ha detto Lange -, minacciando l’integrità territoriale e la sovranità di uno Stato membro e utilizzando i dazi come strumento coercitivo, gli Stati Uniti stanno minando la stabilità e la prevedibilità delle relazioni commerciali”. Ergo, baci baci e tanti saluti.

“La Groenlandia non si tocca”

“I relatori ombra della Commissione per il commercio internazionale hanno ribadito l’incrollabile impegno del Parlamento europeo a favore della sovranità e dell’integrità territoriale di Danimarca e Groenlandia, date le continue e crescenti minacce, comprese quelle tariffarie non ci è rimasta altra alternativa che di sospendere i lavori sulle due proposte legislative di Turnberry finché gli Stati Uniti non decideranno di riprendere un percorso di cooperazione piuttosto che di scontro, e prima che vengano presi ulteriori provvedimenti”.

Weber alla riscossa

Non gli è parso vero a Manfred Weber. Il leader del Ppe, che c’aveva messo la faccia su un’intesa che non piaceva a nessuno (e in fondo manco a lui), adesso si toglie i macigni dai mocassini: “E’ chiaro che non ci sarà una ratifica e nessun dazio zero per l’accesso al mercato europeo per i prodotti americani fino a quando non verrà chiarita la questione dell’affidabilità”. E non è mica poco. Quindi ha lasagnato, malamente, i Patriots. Che, per Weber, adesso “devono decidere dove vogliono stare, se sono veramente europei o sono una colonia di Washington”.

Il flop sull’accordo Mercosur

Ma l’opposizione alla Commissione, una volta tanto, ha una vittoria da festeggiare. E cioè quella di aver spuntato il rinvio alla Corte Ue dell’accordo col Mercosur. Fatto che, considerando i precedenti (leggi Ceta) e tenendo presente l’alto tasso di burocratismo interno, congela l’intesa e la rinvia (quasi) sine die. Ci son voluti 25 anni per firmarla, chissà quanti anni ancora ci vorranno per renderla operativa. La Commissione è arrabbiatissima e dice che i temi al centro della discussione erano già stati eviscerati e trattati. Sefcovic ha ribadito che “la Commissione europea si rammarica di questa scelta in merito all’accordo strategico Ue- Mercosur, il nostro obiettivo è che l’Ue deve rimanere un partner commerciale affidabile”. Buonanotte.

Vannacci spara a zero (sulla maggioranza)

Il generale leghista Vannacci gode e spara a zero sugli alleati: “Siamo gli unici coerenti nel centrodestra”. Forza Italia e Fratelli d’Italia erano a differenza della Lega più che favorevoli all’entrata in vigore del patto di libero scambio con l’America Latina. E se la maggioranza piange, le opposizioni non ridono. Il M5s s’è schierato coi Patrioti, il Pd è infuriato. Il guaio (vero) è che ora l’Ue puntava a stringere un accordo con l’India. E adesso, con un precedente simile, rischia di complicarsi tutto. L’affidabilità e la velocità, in politica ma prima ancora negli affari, sono centrali e decisivi. L’India è il mercato emergente che vogliono tutti. L’America, la Russia. Persino la Cina, disposta a soprassedere sui tanti dissapori reciproci. L’Europa stava per riuscirsi e ora rischia di ritrovarsi con l’ennesimo buco nell’acqua.


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