La sicurezza in Italia: il dossier del Viminale
I numeri del Ministero, Piantedosi: "Dall'immigrazione alla lotta alle mafie, calano i reati"
Raccontare la sicurezza, per farlo il Viminale ha scelto di compilare (e pubblicare) un dossier. Ricco di dati e numeri. Che spiegano a che punto siamo nella lotta ai reati, nella gestione dell’ordine pubblico e dei fenomeni che maggiormente impattano la vita dei cittadini. Dall’immigrazione fino ai femminicidi, passando per il contrasto alle mafie e le lotta serrata alla microcriminalità, che poi definirla “micro” rimane pur sempre un lusso che oggi non ci si può più permettere, nelle periferie. Il punto della situazione, secondo il Ministero degli Interni, inizia con l’analisi del ministro Matteo Piantedosi.
Dossier sicurezza: il report del Viminale
Il ministro Matteo Piantedosi lo mette in chiaro fin da subito: “Questo Dossier nasce da una scelta precisa: raccontare la sicurezza in Italia partendo dai numeri”. L’analisi si fa sulle cifre concrete che raccontano, meglio di mille articolesse, lo stato dell’arte nelle nostre città, nelle nostre periferie. “I dati confermano un calo generalizzato dei reati”, annuncia il ministro. Che prosegue: “Diminuiscono tutti i delitti a maggior allarme sociale: gli omicidi, e in particolare quelli con vittime di sesso femminile, le violenze sessuali, i furti e le rapine”.
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Il nodo immigrazione
Naturalmente, l’immigrazione è al centro del dossier sicurezza. E, naturalmente, dell’analisi che ne fa delle cifre il ministro. “Crollano gli sbarchi di migranti irregolari e raddoppiano i rimpatri, a dimostrazione dell’efficacia delle azioni messe in campo dal Governo Meloni”. Sfogliando il report, i dati riferiscono che gli sbarchi, al primo semestre di quest’anno, sono stati 14.388. Un anno fa, nel primo semestre del 2025, se ne erano registrati poco più di 30mila. Il calo, in termini percentuali, è deciso: -52 per cento. Sarebbero, però, stati di più se non si fossero bloccate le partenze da Libia e Tunisia. Sono stati oltre 20mila, infatti, i migranti “stoppati” nel primo semestre.
Il monitoraggio del territorio che comincia dalle periferie
Uno dei punti cardine del dossier, e più in generale della sicurezza, è nel monitoraggio e controllo del territorio. Gli interventi per le periferie, per esempio. I controlli per evitare, nei limiti del possibile, disordini e problemi. “Diventa sempre più capillare il controllo del territorio, anche grazie alle operazioni ad alto impatto e alle zone rosse, con risultati importanti per numero di soggetti identificati, arresti e sgomberi”, ha affermato il ministro Piantedosi. Che, poi, si sofferma sulla lotta alle mafie: “Si rafforzano i sequestri di beni alla criminalità organizzata e vengono potenziate le misure per restituire alla collettività i proventi delle attività illecite”.
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