Elisa Claps come Chiara Poggi: caso riaperto
Da accertare le eventuali complicità che favorirono o trascurarono la responsabilità dell'omicida Danilo Restivo
Potenza come Garlasco: il caso Elisa Claps da mesi riaperto come quello relativo all’omicidio di Chiara Poggi. La Procura lucana intende mettere in campo ogni utile approfondimento, tecnico e scientifico. Da accertare le eventuali complicità che favorirono o trascurarono la responsabilità dell’omicida di Elisa Claps, Danilo Restivo.
La svolta: la Procura riapre le indagini a caccia dei complici di Danilo Restivo
A distanza di trentatré anni dal delitto, il caso di Elisa Claps si riapre clamorosamente sul fronte giudiziario. L’annuncio a sorpresa è arrivato dal fratello della vittima, Gildo Claps, nel corso dell’ultima puntata della trasmissione Chi l’ha visto? su Rai 3.
La Procura della Repubblica ha ufficialmente avviato un nuovo filone d’indagine con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio contro ignoti. L’obiettivo degli inquirenti è fare luce sulle zone d’ombra, sulle omissioni e sulla fitta rete di complicità che hanno permesso all’assassino, Danilo Restivo, di rimanere impunito per ventun anni e di uccidere ancora all’estero.
Il cambio al vertice della Procura sul caso Elisa Claps
Il procedimento, originariamente aperto dal precedente procuratore Francesco Curcio – ora trasferito alla guida della Procura di Catania – passato nelle mani del nuovo capo dell’ufficio inquirente lucano, Camillo Falvo.
Il magistrato ha confermato che l’indagine si concentrerà ora sugli accertamenti scientifici all’interno del sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Lì il corpo di Elisa rimase nascosto dal 12 settembre 1993 fino al ritrovamento casuale del 17 marzo 2010.
Il procuratore Falvo ha spiegato che l’ufficio sta lavorando nel massimo riserbo sfruttando le moderne tecnologie di laboratorio per individuare tracce biologiche o indizi sfuggiti ai primi rilievi. Elementi potenzialmente capaci di dare un nome a chi aiutò Restivo a occultare il cadavere. Un atto non dovuto, ma fortemente voluto dalla magistratura per dare una risposta definitiva a una ferita ancora aperta.
La richiesta di verità della famiglia
La reazione della famiglia, nelle parole di Gildo Claps, che ha espresso un cauto ottimismo pur consapevole del progressivo deterioramento di molti reperti nel corso dei decenni. Per i Claps, l’individuazione e la condanna di Danilo Restivo rappresenta una verità storica a cui manca ancora il sigillo giudiziario sui complici.
Restivo è attualmente detenuto in Gran Bretagna dove sconta la pena per l’omicidio di Heather Barnett avvenuto nel 2002. Condannato in via definitiva in Italia a 30 anni di reclusione per la morte della sedicenne Elisa, al termine della sua detenzione, dovrà essere estradato nel nostro Paese per scontare la pena cumulativa.
Nelle prossime settimane, i pubblici ministeri delegati disporranno i calendari per i nuovi accertamenti tecnici irripetibili sui materiali sequestrati nella canonica. La famiglia Claps attende l’esito di quest’ultimo capitolo per poter scrivere, una volta per tutte, la parola fine su una delle vicende più drammatiche della cronaca nera italiana.
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