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Femminicidio Terrin: nessun segno di lotta sul corpo di Keber

Femminicidio di Camponogara, gli esiti degli esami autoptici

di Priscilla Rucco -


Non ci fu colluttazione. È il dato che emerge dall’esame autoptico eseguito sul corpo di Dino Keber, il quarantatreenne che nella notte tra il 15 e il 16 agosto ha ucciso l’ex compagna Tania Terrin nell’abitazione di lei, a Camponogara, nel Veneziano, per poi togliersi la vita nella propria casa di Sambruson di Dolo, dove è stato trovato senza vita domenica 16.

Sul corpo dell’uomo non sono state rilevate lesioni riconducibili a una lotta: un elemento che, letto insieme ai primi esiti dell’esame condotto sulla vittima, induce gli inquirenti a ritenere che la donna non abbia avuto la possibilità di opporre resistenza.

Femminicidio Terrin: il quadro medico-legale

L’accertamento sul corpo di Tania Terrin, disposto dalla Procura di Venezia e affidato al professor Claudio Terranova dell’Università di Padova, aveva già indicato la morte per strangolamento: la frattura dell’osso ioide e i segni riscontrati sul collo della trentanovenne risultano compatibili con la ricostruzione formulata dagli investigatori fin dalle prime ore. L’assenza di ferite da difesa restringe ulteriormente il campo delle ipotesi e lascia immaginare un’aggressione rapida e improvvisa, consumata in pochi istanti.

Gli esami tossicologici

Su entrambe le salme sono stati disposti accertamenti tossicologici. Dovranno chiarire due interrogativi rimasti aperti: se la donna fosse stata in qualche modo sedata e se l’uomo avesse assunto sostanze prima di agire. I tempi di refertazione non sono brevi, ma le risposte sono considerate decisive per completare la ricostruzione di quella notte.

Il nulla osta e l’ultimo saluto a Tania

Conclusi gli accertamenti anche sul corpo di Keber, la Procura ha concesso il nulla osta alla restituzione della salma. I familiari, assistiti dall’avvocato Massimo Pavan, hanno così potuto fissare l’ultimo saluto: il funerale sarà celebrato nel pomeriggio di sabato 29 agosto nella chiesa di Camponogara. Per quella giornata il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha annunciato il lutto regionale, con le bandiere degli edifici pubblici a mezz’asta. Resta da definire il nodo del dissequestro dell’appartamento della vittima, dove si trovano anche i documenti relativi alle denunce presentate.

Le segnalazioni rimaste senza esito

Perché è su quel punto che si concentra la parte più dolente della vicenda. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno – un fascicolo era pendente negli uffici giudiziari veneziani. Alcuni vicini hanno raccontato che nei mesi scorsi la donna aveva inviato nella chat del condominio la fotografia dell’uomo, chiedendo di non aprirgli il portone. Non sarebbe stata l’unica: dagli accertamenti è emerso che anche altre donne, in passato, avevano segnalato il quarantatreenne.

Una catena di allarmi che non ha impedito l’epilogo e che ha aperto, giustamente, un confronto politico sull’efficacia degli strumenti di protezione, fino all’ipotesi di verifiche ministeriali sugli atti.

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