Foggia, Elena scomparsa da nove giorni: trovati cellulare e giubbotto, si cerca con cani e droni
Nove giorni di vuoto, di campagne battute metro per metro, di appelli rimasti ancora senza risposta. Elena Rebeca Burcioiu, 21 anni, cittadina rumena, è scomparsa nel pomeriggio del 2 marzo nelle campagne tra Foggia e San Severo, e da allora nessuno ha avuto più notizie della giovane. Le ricerche proseguono senza sosta, coordinate dalla Prefettura di Foggia attraverso il Piano Provinciale per la “Ricerca delle Persone Scomparse”.
Un uomo straniero nel mirino
Gli inquirenti avrebbero concentrato l’attenzione su due uomini di cui uno di nazionalità straniera, con ogni probabilità originario dell’Europa orientale, che nei giorni precedenti alla scomparsa di Elena aveva rivolto minacce sia a lei che alla sua amica e coinquilina, anch’essa rumena – probabilmente per estorcere ad entrambe del denaro. Dopo quell’episodio l’uomo era sparito, senza che le due lo rivedessero. In una prima fase le ricerche si erano incentrate anche su un giovane che avrebbe fatto salire a bordo della sua auto Elena e che risulterebbe essere un suo cliente; la ragazza si sarebbe avvicinata al mondo della prostituzione a causa del grave disagio economico in cui versava. Un dettaglio che complica il quadro e che gli inquirenti stanno cercando di chiarire.
Elena Rebeca Burcioiu sparisce nel nulla
Quella mattina le due ragazze avevano raggiunto insieme, come di consueto da circa una settimana, l’area della statale 16 nei pressi di Borgo La Rocca, zona rurale alla periferia di Foggia in direzione San Severo. Avevano concordato di ritrovarsi per tornare nell’appartamento condiviso a Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Elena, però, non si è più fatta viva. Nel primo pomeriggio era salita su un’auto scura con un uomo e si era allontanata. L’amica aveva tentato di chiamarla: alle 12.47 Elena aveva risposto, aveva detto di voler tornare, ma la conversazione si era bruscamente interrotta. Da quel momento il telefono ha squillato invano. In serata l’amica si è recata in questura a sporgere denuncia.
I reperti: cellulare e giubbotto
Due oggetti sono stati rinvenuti nelle vicinanze del luogo della scomparsa. Il telefono cellulare è stato trovato la sera stessa del 2 marzo sul ciglio della statale 16, nei pressi di Borgo La Rocca. I periti della procura lo stanno analizzando, esaminando contatti, messaggi e tabulati nella speranza di ricostruire gli ultimi movimenti della ragazza. Il secondo ritrovamento riguarda il giubbotto di pelliccia bianca che Elena indossava quel giorno, recuperato nella stessa area una settimana dopo la sparizione, ma reso noto solo di recente. È proprio da quel capo d’abbigliamento che è ripartita una nuova fase delle ricerche: un cane molecolare, un pastore belga di cinque anni, ne ha annusato le tracce olfattive guidando le squadre nelle campagne circostanti.
Droni e volontari nelle ricerche
Le operazioni si avvalgono oggi di risorse considerevoli. Unità cinofile della Protezione Civile e squadre delle forze dell’ordine stanno perlustrando sistematicamente le campagne nel raggio di diversi chilometri. Droni sorvolano le zone più impervie, mentre a terra vengono ispezionati vasconi irrigui, casolari abbandonati e ogni angolo del territorio. La Prefettura ha diffuso fin dai primi giorni foto e identikit di Elena, invitando chiunque abbia informazioni a contattare il 112. Elena è alta circa un metro e sessantacinque, ha capelli lunghi castani e lisci, occhi marroni. Il giorno della scomparsa indossava una maglia marrone, pantaloni e scarpe nere. Era nata in Romania il 20 maggio 2005, orfana di entrambi i genitori e senza fratelli né sorelle. Era arrivata in Italia tre mesi prima insieme all’amica, dopo aver lavorato per qualche tempo come bracciante nei campi del Foggiano.
Le ricerche continuano senza sosta e con esse, la speranza di chi non si rassegna a voler sapere che fine abbia fatto Elena.
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