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Attualità

Il caso del Metropolyta Arseny e la persecuzione della Chiesa Ortodossa in Ucraina

di Redazione L'Identità -


di LORENZO BERTI

I cristiani non vengono perseguitati solamente in Africa o in Medio Oriente ma anche nella vicina Europa Orientale. In Ucraina, nazione che dal 2022 sosteniamo finanziariamente a suon di miliardi, la Chiesa Ortodossa canonica, di gran lunga la prima per numero di fedeli, è soggetta ad ogni tipo di abuso con luoghi di culto sequestrati dallo Stato e sacerdoti arrestati arbitrariamente, fino ad arrivare alla messa al bando per decisione del Parlamento. Provvedimento che ha contrariato persino l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani che in un rapporto ufficiale ha definito questa disposizione come “non conforme alla legislazione internazionale” in quanto “rappresenta una grave restrizione che colpisce la capacità degli individui di praticare il proprio credo e l’Ucraina non ha dimostrato la necessità e la proporzionalità di questa misura”.

Emblematica di questo clima persecutorio è la vicenda del Metropolita Arseny, figura religiosa molto conosciuta e rispettata in tutta l’Ucraina orientale. Il 24 aprile 2024 il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha condotto una perquisizione nel Monastero (Lavra) della Santa Assunzione di Svyatogorsk (regione di Donetsk) della Chiesa Ortodossa Ucraina ed ha arrestato il suo abate, il Metropolita Arseny, con l’accusa di “aver diffuso informazioni sui movimenti, gli spostamenti o la posizione delle Forze Armate dell’Ucraina”, per la quale è prevista una pena fino a 8 anni di reclusione. I fatti si riferiscono ad un sermone tenuto nel Settembre 2023 nel quale il Metropolita semplicemente si lamentava dei posti di blocco dell’esercito ucraino nella provincia di Kramatorsk che avevano impedito l’arrivo al monastero di numerosi pellegrini venuti da fuori.

Arseny è stato condotto in carcere prima nella città di Sloviansk e poi a Dnipropetrovsk. Il Tribunale sta sistematicamente ignorando tutte le richieste degli avvocati di applicare misure preventive alternative alla detenzione, nonostante le sempre più precarie condizioni di salute dell’uomo che soffre di gravi problemi cardiaci e necessita di essere operato.

Il caso sta facendo discutere e, malgrado la pressione esercitata delle autorità di Kiev, molte voci in sua difesa si sono levate anche all’interno della società ucraina, con appelli sottoscritti da personalità pubbliche, politici e organizzazioni religiose che ne chiedono la scarcerazione, oltre ai numerosi fedeli che affollano il tribunale ad ogni udienza per far sentire la loro vicinanza al sacerdote.

Non si tratta di una vicenda isolata. Secondo il capo della SBU Vasily Malyuk, dal 2022 al 2024 i servizi di sicurezza ucraini hanno condotto oltre 41.000 indagini sulla Chiesa Ortodossa Ucraina, perquisito più di 350 edifici ecclesiastici e aperto 170 procedimenti penali contro il clero ortodosso per “alto tradimento”, “aiuto al paese aggressore” e “incitamento all’odio religioso”. Alcuni sacerdoti condannati sono stati scambiati con prigionieri di guerra e mandati in Russia, oltre cinquanta religiosi sono stati privati ​​della cittadinanza ucraina. In seguito al sequestro avvenuto nel marzo 2023 della Pechersk Lavra, uno dei monasteri più importanti d’Ucraina, l’abate del monastero, il Metropolita Pavel, si è rivolto al Presidente Zelensky affinché fermasse lo sfratto ed in risposta è stato messo agli arresti domiciliari.

Nonostante tutto ciò quasi nessuno in Italia ed in Europa ne parla, probabilmente perché stonerebbe con la narrativa dell’Ucraina come baluardo di democrazia sostenuta dalla gran parte dei media mainstream. Alcune prese di posizione sul tema si registrano negli Stati Uniti. L’attuale vicepresidente J.D. Vance nell’aprile del 2024, quando era senatore dello Ohio, tenne un duro discorso al Senato americano condannando la repressione nei confronti dei cristiano-ortodossi: “È una vergogna rifiutarci di usare i miliardi di dollari che stiamo inviando all’Ucraina come leva per assicurare e garantire la libertà religiosa”. Posizioni simili sono state assunte anche da altre figure pubbliche vicine all’amministrazione Trump come la deputata Anna Paulina Luna, l’imprenditore Vivek Ramaswamy ed il giornalista Tucker Carlson. L’avvocato americano Robert Amsterdam, celebre per le sue cause internazionali in difesa dei diritti umani, rappresenta legalmente dal 2023 la Chiesa Ortodossa Ucraina e gestisce il sito savetheuoc.com

In Italia l’associazione ‘Vento dell’Est’ ha organizzato alcune iniziative tra cui una conferenza a Verona alla quale hanno preso parte il Consigliere Regionale Stefano Valdegamberi e l’ex-Deputato Vito Comencini ed una lettera indirizzata a Papa Leone XIV per chiedere una chiara presa di posizione da parte della Chiesa Cattolica. 


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