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Esteri

“Trump è un fenomeno passeggero”: le parole di Gavin Newsom riaprono all’Europa

di Cinzia Rolli -


In occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) il governatore della California Gavin Newsom ha lanciato un forte messaggio di rassicurazione agli alleati europei, definendo la presidenza di Donald Trump come una questione temporanea.

In poche parole ha voluto modificare l’immagine attuale di un’America poco affidabile come partner politico.

Trump sarà misurato in anni e non in decenni” ha detto Newsom, prevedendo e lasciando intendere che il Presidente americano subirà pesanti perdite nelle elezioni di metà mandato e affronterà anche battute d’arresto legali per quanto riguarda i dazi imposti. Il nodo della questione è infatti l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977. Si tratta della legge che attribuisce al Presidente americano poteri straordinari nella regolamentazione del commercio in caso di minaccia straordinaria proveniente dall’esterno. Newsom fa capire, non troppo tra le righe, che Trump non può abusare della normativa federale se la minaccia non è reale perché  i tribunali potrebbero dichiarare l’azione del Presidente illegittima.

Inoltre le imprese nazionali colpite dai dazi avrebbero la possibilità di fare causa al governo anche perché molti legislatori, sia democratici che repubblicani, ritengono che il potere di imporre tasse e dazi spetti al Congresso e non solo al Presidente. Esistono infatti proposte di legge per limitare la capacità dell’inquilino della Casa Bianca di usare l’IEEPA per scopi puramente tariffari senza l’approvazione del Parlamento.

Il governatore della California ha aggiunto che il tipo di politica di Trump non rappresenta valori americani duraturi. Ha esortato quindi i leader europei a mantenere partnership subnazionali stabili con i singoli Stati statunitensi come la California per esempio.

Ha definito quindi il periodo attuale vissuto dall’America come un momento di instabilità che comunque ha fatto del bene all’ Europa rendendola unita in risposta alle politiche del Tycoon. “Forse questo è l’unico contributo di Donald Trump” ha sottolineato ironicamente.

Il governatore democratico sembra stia considerando una possibile candidatura presidenziale nel 2028 e con le sue parole mette  in guardia da un autoritarismo esecutivo, ponendo a confronto quello che definisce “lo stato di diritto” con il “governo Don”.

Durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco Gavin Newsom ha commentato anche il discorso del Segretario di Stato Marco Rubio tenutosi sabato 14 febbraio alla 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco con un misto di apertura diplomatica e critica politica.

Secondo il governatore se da un lato Rubio ha affermato che il destino dell’Europa è intrecciato con quello degli Stati Uniti, dall’altro ha incolpato il Vecchio Continente per quello che ha definito un allontanamento dai valori occidentali condivisi.

Newsom ha dichiarato di allinearsi ai commenti di Rubio sulla “civiltà occidentale” se intesa come difesa dello stato di diritto e della sovranità popolare. Ha tuttavia precisato che non sosterrebbe tale visione se fosse legata a una “presidenza imperiale” o a politiche unilateraliste.

Con il suo appello ai leader europei a non piegarsi, Newsom ha trasformato la sua visita a Monaco in una missione di rassicurazione. Definendo la presidenza attuale un fenomeno ‘dormiente’ anziché morto, il governatore ha voluto mostrare all’Europa che l’America delle grandi alleanze è ancora lì, in attesa di tornare protagonista dopo quello che ha descritto come il triennio ‘temporaneo’ di Trump.


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