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Politica

Il governo stringe sulla sicurezza: sul tavolo cauzione e fermo preventivo

di Eleonora Ciaffoloni -


La linea del governo è tracciata: dopo gli scontri di Torino,la sicurezza diventa il terreno su cui chiedere al Parlamento una risposta comune. Non solo condanna politica delle violenze, ma un pacchetto di norme per rafforzare prevenzione e tutela delle forze dell’ordine, da provare a far passare con un consenso il più possibile trasversale.

Governo: un nuovo pacchetto sicurezza

E con questo obiettivo che la premier Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi i vertici della maggioranza, affidando ai capigruppo il compito di costruire una risoluzione unitaria da sottoporre al voto di Camera e Senato. Un’operazione ambiziosa, ma per cui sembra essercilo spazio per rilanciare un appello alla collaborazione istituzionale. Per rispondere con celerità, il governo è al lavoro su un pacchetto di misure per rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela delle forze dell’ordine.

Tra le ipotesi più discusse c’è quella del cosiddetto fermo preventivo, che consentirebbe alla polizia di trattenere in Questura, senza passare dalla magistratura, persone ritenute potenzialmente pericolose per il pacifico svolgimento di una manifestazione. La durata ipotizzata per il fermo è di 12 ore, ma la misura resta altamente controversa: si tratterebbe infatti di limitare la libertà personale in assenza di un reato, sulla base di un sospetto, ad esempio nei confronti di chi si presenta a volto coperto o con oggetti ritenuti pericolosi. La Lega rivendica la proposta espinge per una versione più dura: il vicepremier Matteo Salvini ha parlato apertamente della possibilità di arrivare a 24, se non addirittura 48 ore di trattenimento. Un’impostazione che però incontra resistenze, sia politiche sia giuridiche.

La norma è infatti al vaglio degli uffici del Quirinale, che in passato hanno già sollevato dubbi di costituzionalità su strumenti simili. Al momento, l’ipotesi viene frenata anche da settori della maggioranza – Forza Italia in testa- che ribadisce come le misure preventive in vigore possono essere rafforzate senza introdurre strumenti estremi. Altro punto scoperto è la proposta, rilanciata ancora da Salvini, di imporre una cauzione agli organizzatori delle manifestazioni per coprire eventuali danni. Un’idea che difficilmente entrerà nel decreto, anche per la netta contrarietà di Forza Italia.

I nodi

Il nodo, spiegano gli azzurri, è quello della responsabilità oggettiva: difficile attribuire colpe e costi a chi organizza una piazza se gli atti violenti vengono compiuti da soggetti esterni o infiltrati. Decisamente più condivisa, invece, la norma sul cosiddetto scudo penale per le forze dell’ordine. Il provvedimento dovrebbe evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di evidente legittima difesa e varrebbe anche per i civili. Un segnale politico chiaro a sostegno di chi opera sul fronte dell’ordine pubblico. Il vero banco di prova sarà ora il Parlamento, dove si capirà se l’appello della premier potrà trasformarsi in un consenso trasversale o se resterà confinato alle dichiarazioni ufficiali.


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