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Economia

Il governo valuta le accise mobili per tagliare il prezzo della benzina

di Lino Sasso -


L’aumento dei prezzi di benzina e gasolio non si arresta e il governo torna a valutare l’utilizzo delle accise mobili per contenere i rincari alla pompa. Dopo settimane di crescita a causa della guerra in Iran, Palazzo Chigi è al lavoro per individuare nuove misure. L’obiettivo è contenere il coto dei rifornimenti senza compromettere ulteriormente i conti pubblici. Il tema è stato al centro di un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Dall’inizio della crisi in Medio Oriente il governo era già intervenuto con una serie di riduzioni temporanee delle accise. Inizialmente di 20 centesimi al litro, poi di 10 centesimi e infine di 5 centesimi. Una strategia che ha contribuito a contenere gli aumenti ma che ha richiesto un ingente impiego di risorse pubbliche, per miliardi di euro. Un nuovo taglio appare oggi difficilmente sostenibile. Per questo motivo si valuta il meccanismo delle accise mobili, considerato meno oneroso per le finanze dello Stato.

Come funzionano le accise mobili sulla benzina

Il principio è semplice: quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche il gettito derivante dall’Iva applicata sui carburanti. Una parte di queste maggiori entrate viene quindi utilizzata per ridurre temporaneamente le accise, attenuando così gli aumenti alla pompa. Si tratta quindi di un sistema che tende ad autofinanziarsi, evitando di gravare direttamente sul bilancio dello Stato. Tuttavia, il meccanismo presenta anche alcuni limiti. Innanzitutto la riduzione del prezzo finale sarebbe relativamente contenuta. Secondo le stime potrebbe oscillare tra 7 e 10 centesimi al litro. Inoltre, l’effetto non sarebbe immediato, poiché il maggior gettito Iva deve essere effettivamente incassato dallo Stato prima di poter finanziare il taglio delle accise.

Le prossime mosse del governo

Nei prossimi giorni il governo proseguirà gli approfondimenti per valutare se attivare le accise mobili o individuare altri strumenti capaci di contenere il caro carburanti. Sono infatti previsti nuovi incontri tra Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. L’obiettivo è trovare una soluzione che metta al riparo cittadini e imprese dai rincari, tanto più in un periodo di grandi spostamenti per le vacanze estive. Con i rincari che pesano sempre più sui bilanci della famiglie. Di contro, i tagli incombono sui conti pubblici. La scelta è dunque tutt’altro che semplice. Anche perché, mentre benzina e diesel continuano a registrare nuovi aumenti, l’evoluzione della crisi internazionale resta un fattore di enorme incertezza.


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