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Economia

Il Pil italiano cresce più del previsto, crollo disoccupazione

I numeri dell'Istat fanno esultare il governo. Meloni: "La direzione è giusta"

di Giovanni Vasso -


Sorpresa: il Pil italiano cresce più delle stime del governo. Certo, erano previsioni assolutamente prudenti quelle messe nero su bianco dal Mef. Ma l’Istat le ha smentite. Nel 2025, grazie a uno sprint dell’economia alla fine dell’anno, che ha interessato principalmente l’industria e l’agricoltura, il prodotto interno lordo dell’Italia è salito dello 0,7%. Secondo i contabili di via XX Settembre, non sarebbe aumentato più di mezzo punto percentuale. Si tratta di stime provvisorie che, poi, saranno (eventualmente) confermate dai conti nazionali 2025 che verranno pubblicati all’inizio di marzo.

Il Pil italiano e quello Ue

I numeri del Pil italiano fanno scopa con quelli snocciolati, ieri, da Eurostat. Secondo cui il prodotto interno lordo dell’Eurozona, contro ogni aspettativa, nel 2025 è salito dell’1,5%. Ci si attendeva l’inizio della fine con l’entrata in vigore effettiva dei dazi. Non è successo, per ora. Nel quarto trimestre di quest’anno, a crescere più di tutti in Europa, è stata la Lituania che ha raggiunto l’1,7%. Ma sull’anno, a detenere saldamente il primato, c’è la Spagna che cresce del 2,8%. Bene, ma non benissimo, la Francia. Il Pil nel 2025 salirà dello 0,9%. Dato in calo rispetto all’anno precedente quando era salito dell’1,1%. Parigi cresce più di noi ma deve fronteggiare un debito pubblico che assume proporzioni sempre più inquietanti, almeno per i mercati finanziari.

Berlino si salva, Dublino sprofonda

Per quanto riguarda la Germania, invece, il dato riferisce di una crescita stazionaria pari allo 0,2%. Ma, come accaduto per l’Italia, è stato lo sprint nell’ultima parte dell’anno (+0,4%) a evitare a Berlino di dover affrontare, anche nei numeri, l’incubo della recessione. Chi fa peggio, in Europa, è l’Irlanda. Negli ultimi tre mesi dell’anno, il Pil è sceso addirittura dello 0,6%. Ma il dato, come sempre quando si parla di Dublino, è “drogato” dalle performance delle decine di multinazionali che qui hanno preso casa. Se quando le cose vanno bene è fuori luogo parlare di “tigre celtica”, quando vanno male forse non è il caso di temere scenari da incubo come un’altra carestia delle patate. Insomma, il dato del Pil italiano non è certo da buttare via.

Il nuovo record (negativo) della disoccupazione

Ma, intanto, per il momento, il governo incassa (anche) un’altra buona notizia. Oltre a quella di aver riportato già una variazione attesa dello 0,3% sul Pil 2026. Già, perché gli analisti dell’istituto nazionale di statistica hanno pubblicato anche il report sul mondo del lavoro. Che ha aggiornato, verso il basso, il record di disoccupazione minima nel Paese. Allo stato attuale, è pari al 5,6%. Il tasso cede un intero punto percentuale. L’occupazione, sostanzialmente, regge e segna il passo: -0,1%. C’è, però, un rovescio della medaglia. E consiste nell’aumento degli inattivi che, in termini di trend, è pari allo 0,3 per cento.

Esulta Meloni

I numeri sul lavoro hanno ridato la carica all’esecutivo e la premier Meloni ha gioito sui social, parlando di “notizie positive sul fronte del lavoro” che premiano le politiche del governo portando la disoccupazione al “il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004”. Numeri che esaltano la presidente del consiglio che ha promesso: “È la direzione giusta: più lavoro, più stabilità, più opportunità. Continueremo su questa strada”. A mettere insieme la lettura dei dati è stato il ministro all’Industria Adolfo Urso: “Il Pil italiano cresce più del previsto e si riduce ancora la disoccupazione. Dati importanti che si aggiungono a quelli altrettanto positivi sulla crescita dell’export, persino negli Stati Uniti, e sull’aumento del potere d’acquisto delle famiglie e delle retribuzioni dei lavoratori – che recuperano rispetto agli anni passati – in un contesto in cui l’inflazione resta nettamente sotto la media europea”.


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