Il Santo Padre in visita a Torrevecchia nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione
Possiamo considerare significativo il messaggio che sta emergendo da parte del Santo Padre durante il suo tour nelle parrocchie e nelle periferie romane, giunto ormai alla sua penultima visita.
Con tali incontri che si stanno svolgendo nella Diocesi di Roma, si percepisce la vicinanza al popolo di Roma da parte del suo Vescovo, il quale, trasmette e infonde nei fedeli, fiducia e forza. Sono credenti che non vogliono essere abbandonati e sovrastati dal degrado e dal cemento, perché la venuta del Papa è una luce che scalda i cuori e illumina le persone, da speranza e traccia il giusto cammino con nuovo slancio spirituale ed esistenziale.
Sì proprio così, una chiesa in uscita, nel segno di Gesù. Papa Leone XIV si è recato domenica scorsa quindi, come da programma (arrivando intorno alle ore 16), nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione dove è stato ricevuto dal cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldo Reina, e anche dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, oltre che dal parroco don Paolo Stacchiotti, arrivato qui da pochi mesi, ma che ha notato subito, questa vitalità della parrocchia pur se in un contesto complesso, in cui, ci tiene a ripeterlo, “la gente cerca riscatto”.
Quindi il saluto del Pontefice e il primo incontro con i bambini del catechismo e gruppi giovani a cui rivolgendosi loro dice: “fare la pace con l’amico, con l’amica, con i compagni, quando ci sono delle difficoltà nel gruppo, delle differenze di opinioni”, a tal proposito esorta a rifiutare il bullismo affermando: “Rifiutare tutte quelle forme di violenza, di odio, cose che causano divisione, e cercare di essere tutti noi promotori di pace, promotori della riconciliazione nel mondo di oggi. Così, da piccoli, tutti possiamo imparare ad essere costruttori di pace, qualcosa veramente necessaria nel nostro mondo oggi”.
Con il monito a rifiutare la violenza e ad accogliere Gesù, “aprendosi agli altri”. Inoltre, Prevost abbraccia malati e anziani, e ai volontari dice: “siete il segno dell’amore di Dio per i più vulnerabili”. Infatti dobbiamo riflettere su quanto bene e sostegno può dare la prossimità e l’azione del terzo settore, dove l’altro cerca sostegno e/o aiuto mettendo a nudo i propri problemi e le proprie fragilità e trova finalmente sostegno. Non solo all’interno di una parrocchia o tramite l’azione della Caritas a cui si rivolge direttamente Leone XIV e li chiama: “segni dell’amore di Dio alle persone tante volte più vulnerabili: quelle che soffrono, per età, per malattia, per situazioni sociali, perché sono emigrati, perché non hanno il necessario per vivere”. Non solo ma aggiunge il Papa: “Gesù vuole arrivare da noi, a casa nostra, in famiglia, e soprattutto nella preghiera”.
Invita a parlare con Lui, ad affidare preoccupazioni, difficoltà, dolori ma anche a riconoscerlo nelle persone che soffrono, trovare Gesù anche nella nostra generosità, nei nostri atti di carità “e anche in amicizia.” Continuando il Pontefice afferma: “Una delle cose molto belle di questa parrocchia è proprio che qui è una specie di “giardino dove le persone possono venire e trovare Gesù Cristo, trovare una comunità di fede, trovare l’aiuto di cui hanno bisogno. E quindi tutti noi, in questo senso, possiamo partecipare nelle diverse attività della parrocchia per essere una luce, una testimonianza nel mondo”.
Il Santo Padre in risposta ad una signora confermandole che proprio oggi cadono i dieci mesi esatti dal Conclave. Dopo la messa, prima di andare via dalla parrocchia che fu visitata anche San Giovanni Paolo II nel 1lontano,1982, consegna ai presenti questo compito: “Vorrei lasciare un lavoro, una cosa che tutti dobbiamo fare: ed è precisamente essere una parrocchia che rappresenta questa Chiesa in uscita, quello che diceva tante volte Papa Francesco. Aggiungiamo che forse la ratio di queste visite e proprio questo, ossia la vicinanza alle genti, ai fedeli e alle persone più semplici, nel solco e con unità in Gesù, messaggio centrale del suo Pontificato”.
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