Cultura & Spettacolo

IN LIBRERIA – “Bisogna adattarsi”: La resilienza che non ci rende unici

di Eleonora Ciaffoloni -


Sempre più rapidi ma sempre in ritardo, sempre pronti a dover rispondere all’imperativo del “Bisogna adattarsi”. Con questo saggio dal titolo evocativo, appunto Bisogna adattarsi, edito da Carbonio, la filosofa francese Barbara Stiegler, una delle più importanti studiose della contemporaneità, si interroga sulle costanti sfide in cui la nostra società è immersa, criticando quel continuo mantra del rincorrere e del “performare” seguendo quel culto di rapidità frenetica ad ogni costo e senza senso. Quesiti che nascono da quella sentita necessità di voler rispondere alle crisi globali e alle emergenze, con l’idea insita, tuttavia, di non essere mai perfettamente in grado di affrontarle. Un bisogno e una spinta obbligata in avanti che sembrano essere diventati con il tempo e nell’attualità parte integrante del nostro essere.

E così per comprenderne cause e conseguenze, l’autrice ripercorre la genesi del neoliberismo e la teorizzazione fatta nella prima metà del ventesimo secolo da Walter Lippmann, la cui parola d’ordine è proprio “adattamento”. Nella sua critica alla democrazia, Lippmann ne propone una nuova forma, basata sul ruolo degli esperti e quindi degli “adatti” a dominanza della gran parte della popolazione che ne risulta inadeguata ma guidata in modo da renderla “adattabile” per affrontare il mondo. Concezione che si differenzia da quella di un altro filosofo tirato in ballo da Stiegler, di cui ne riprende anche il Dewey-Lippmann democracy debate. L’idea di democrazia di Jhon Dewey nasce dal basso come una sorta di “intelligenza collettiva”, in cui è proprio il pubblico a condurre il gioco, criticando quell’idea di liberalismo individuale che pone l’individuo al di sopra della società.

E così da un lato ci si abbandona e ci si affida, dall’altro c’è invece l’impegno ad esserci.
Anche se non di facilissima lettura, questo nuovo saggio di Barbara Stiegler permette di comprendere bene la riflessione di matrice filosofica su quanto il non poter “essere lenti” in questa società moderna ci abbia costretto al riadattamento nel nostro ambiente e anche non ad una vita non sempre felice. E in questo modo di ritardi, di rincorse e di adattamento, Stiegler ci rammenta la cosa più importante: essere unici.


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