“Tregua dal 9 maggio”: la telefonata Trump – Putin
Una ipotesi che mette in agitazione Kiev, l'Ue e la Nato
Fonti diplomatiche vicine al Cremlino e alla Casa Bianca hanno confermato una lunga e riservata telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, con un obiettivo simbolico e politico di portata storica: tregua a partire dal 9 maggio.
Tregua 9 maggio
Tregua per il Giorno della Vittoria. La diplomazia telefonica ha riaperto un canale che sembrava interrotto. Donald Trump e Vladimir Putin avrebbero raggiunto un’intesa di massima per una tregua totale delle ostilità da far scattare in coincidenza con il 9 maggio. E’il “Giorno della Vittoria” (Den Pobedy), la festività più sentita in Russia che commemora la sconfitta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale.
I dettagli della telefonata: cosa si sono detti?
Secondo i report dei media Usa (Axios e Wall Street Journal) e le veline delle agenzie russe (Tass), il colloquio è durato oltre 45 minuti. Trump avrebbe esercitato una forte pressione affinché Mosca accetti un “congelamento” delle posizioni attuali lungo la linea del fronte.
La proposta russa
Mosca si dice pronta a definire la tregua, ma chiede in cambio un allentamento immediato di alcune sanzioni tecnologiche e il riconoscimento “de facto” delle zone occupate.
Il ruolo di Trump
Il presidente americano punta a incassare un successo diplomatico immediato, presentandosi come l’unico leader capace di fermare il conflitto prima dell’estate 2026. Così utilizzando la data del 9 maggio come leva psicologica per offrire a Putin una “via d’uscita onorevole” davanti al suo popolo.
Il significato del 9 maggio
Scegliere il Giorno della Vittoria non è casuale. Per Putin, l’annuncio della fine (o una sospensione prolungata) dei combattimenti durante la parata sulla Piazza Rossa. Trasformerebbe quella che molti vedono come una guerra di logoramento in una “vittoria strategica”. Per l’amministrazione Trump, sarebbe la conferma della dottrina del “Deal” applicata alla geopolitica globale.
La reazione di Kiev e dell’Europa
L’indiscrezione mette in agitazione le cancellerie europee e il governo ucraino. Volodymyr Zelensky avrebbe espresso “profonda preoccupazione” per un accordo raggiunto sopra la testa di Kiev.
Ue divisa
Mentre Ungheria e Slovacchia avrebbero accolto con favore la notizia, Polonia e Paesi Baltici temono che una tregua il 9 maggio sia solo un paravento per permettere alla Russia di riorganizzarsi.
La Nato in allerta
Il Segretario Generale della Nato ha convocato un vertice d’urgenza per valutare le implicazioni di un cessate il fuoco unilaterale mediato dagli Stati Uniti senza il coordinamento degli alleati.
Cosa succederà ora?
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che “i canali di comunicazione sono aperti e si lavora per un annuncio che possa soddisfare le esigenze di sicurezza della Federazione Russa”. Se l’accordo dovesse reggere, il mondo potrebbe assistere a un 9 maggio radicalmente diverso da quelli degli ultimi quattro anni.
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