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Esteri

Iran: quinto giorno di guerra e nuovi pericoli

Rinviate le esequie di Khamenei, il figlio Mojtaba nuova Guida Suprema

di Ernesto Ferrante -


L’Iran ha lanciato altri missili verso il territorio israeliano, nel quinto giorno della guerra scatenata dall’offensiva israelo-americana. Le forze armate di Teheran hanno fatto sapere che colpiranno le rappresentanze diplomatiche di Tel Aviv in tutto il mondo se lo Stato ebraico dovesse attaccare la missione iraniana in Libano.

Lo scenario nel vicino Iraq

Esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove operano forze che gli Stati Uniti vorrebbero utilizzare per il “regime change” nella Repubblica islamica. L’ambasciata Usa a Baghdad ha sollecitato i cittadini statunitensi presenti in Iraq a “lasciare il Paese non appena possibile farlo in sicurezza e a rimanere al riparo fin quando non ci saranno condizioni sicure per la partenza”. Le milizie sciite irachene come Harakat Hezbollah al-Nujaba, Asaib Ahl al-Haq, Kataib Hezbollah e Organizzazione Badr si sono schierate con gli alleati iraniani. La stessa posizione è stata assunta dallo Yemen, pronto a prendere di mira le strutture energetiche vitali dei Paesi del Golfo.

La nuova Guida Suprema dell’Iran è Mojtaba Khamenei

Per ragioni di sicurezza è stato rinviato l’inizio delle cerimonie funebri in onore della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ucciso nella prima ondata di raid americani e israeliani sabato mattina. Il nuovo programma sarà reso noto in seguito.

Mojtaba Khamenei, 56 anni e secondogenito di Khamenei, è stato scelto come nuova Guida Suprema dall’Assemblea degli esperti. Per la sua investitura hanno spinto molto i Pasdaran. Mojtaba ha solidi legami con il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica, nonché con la sua forza paramilitare Basij.

La nuova frontiera della violenza di Usa e Israele

La guerra in corso si sta contraddistinguendo per l’estrema volgarità della comunicazione usata da Israele e Stati Uniti. L’Esercito israeliano sui suoi account ufficiali ha pubblicato un video celebrativo dell’attacco al rivale di sempre sulle note di “Nothing beats a Jet2 holiday”, mostrando i suoi caccia, i bombardamenti del quartier generale di Khamenei e la stessa Guida Suprema con la scritta “Eliminato”. La Casa Bianca ha fatto ancora peggio con un tributo all’operazione “Epic Fury” sulle note della “Macarena”. Uno sfoggio di rozzezza che dovrebbe far indignare anche gli alleati oltre alle dormienti istituzioni multilaterali. Irrilevante ancora una volta si sta mostrando l’Ue. Unica voce fuori dal coro è la Spagna. Forte e chiaro il “no” alla furia bellicista di Trump e Netanyahu del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. L’Italia e la premier Giorgia Meloni farebbero bene a seguire l’esempio iberico. Alleanza non vuol dire sudditanza.

Hegseth e Caine annunciano attacchi più pesanti

L’aggressione militare contro l’Iran è ancora nella fase “iniziale”. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa. “Come ha detto il presidente Trump, ondate di attacchi sempre più grandi stanno arrivando”, ha aggiunto Hegseth. “Non doveva essere uno scontro leale, e non lo è – ha concluso -. Li stiamo colpendo mentre sono a terra, ed è esattamente come dovrebbe essere”.

Il capo di Stato maggiore dell’esercito americano, il generale Dan Caine, ha assicurato che i “missili balistici dall’Iran sono diminuiti dell’86% rispetto al primo giorno di combattimenti, con un calo del 23% solo nelle ultime 24 ore. E i lanci dei droni d’attacco unidirezionali sono diminuiti del 73% rispetto ai primi giorni”. Un sottomarino americano ha affondato al largo dello Sri Lanka una nave da guerra iraniana. Almeno 80 persone sono morte.

I danni ai sistemi radar statunitensi

Gli attacchi iraniani tra sabato e lunedì hanno danneggiato strutture che fanno parte o sono adiacenti ai sistemi radar di comunicazione militare a stelle e strisce in almeno sette siti in tutto il Medio Oriente. A riportarlo è il New York Times, citando un’analisi condotta su video e immagini satellitari. I siti si trovano in Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Il ministero degli Esteri di Ankara ha convocato l’ambasciatore iraniano in Turchia, Mohammad Hassan Habibollahzadeh, per esprimere “preoccupazione” dopo il lancio dall’Iran in direzione dello spazio aereo turco di un missile balistico. Secondo una fonte turca citata dall’AFP, era destinato a una base a Cipro, ma ha deviato dal suo percorso. Un segnale preoccupante di una possibile evoluzione della guerra.


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