Iran: Teheran non accetta le condizioni di Trump e pone le sue
Ogni ultimatum del presidente Usa è un atto di guerra
L’Iran ha risposto in maniera negativa alle richieste avanzate dagli Stati Uniti per mettere fine al conflitto, ritenendole “eccessive”. Fonti citate dall’emittente Press Tv, hanno fatto sapere che Teheran “non permetterà a Trump di dettare i tempi della fine della guerra”. La Repubblica islamica fermerà le ostilità “nel momento in cui lo riterrà opportuno”. Sono cinque le condizioni poste per arrivare alla pace: la “fine degli attacchi e degli omicidi”, garanzie concrete per impedire il ripetersi dell’aggressione militare, la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, il pagamento dei “danni di guerra” e, infine, il riconoscimento internazionale e garanzie sul diritto iraniano ad esercitare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz.
Le autorità iraniane avvertono Trump
“Trump deve capire che ogni minaccia e ultimatum all’Iran è un atto di guerra. Gli attacchi sferrati dai combattenti contro i punti strategici di Dimona e Haifa nelle ultime ore, oltre a perseguire la strategia militare iraniana, sono stati un messaggio chiaro in risposta agli ultimatum di due e cinque giorni lanciati dagli Stati Uniti”, ha scritto su X il comandante delle Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione, Seyed Majid Mousavi. I Pasdaran hanno rivendicato l’abbattimento di un F-18 statunitense. Il caccia è stato colpito sopra Chabahar ed è poi precipitato nell’Oceano Indiano. L’analista iraniano, Morteza Simiyari, ha avvertito che il suo Paese potrebbe prendere territori costieri del Bahrein e degli Emirati, se gli Usa “commettessero degli errori”.
La disponibilità dell’Egitto ad ospitare un incontro Iran-Usa
Il governo egiziano “sostiene l’iniziativa” di Trump di negoziare con l’Iran e “spinge affinché questi colloqui si tengano il prima possibile”. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri del Cairo, Badr Abdelatty, sottolineando che il suo Paese è “pronto ad ospitare qualsiasi incontro riguardante l’Iran, purché ciò contribuisca all’allentamento delle tensioni”. Abdelatty ha anche aggiunto che l’Egitto è in contatto con le autorità iraniane per fermare i lanci di missili e droni contro gli Stati del Golfo.
Lo strabismo dell’Onu
Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione in cui condanna gli “attacchi atroci” dell’Iran contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, chiedendo risarcimenti “completi, efficaci e rapidi” per tutte le vittime e per i danni causati. L’organismo, composto da 47 membri, ha dimostrato di essere appiattito sulle posizioni di Washington e Tel Aviv, palesando ancora una volta la perdita di credibilità ed imparzialità che molti Stati gli contestano. Il richiamo al diritto internazionale ha il sapore della beffa alla luce dell’atto unilaterale del duo Trump-Netanyahu, fuori da ogni “perimetro”. L’Onu è la rappresentazione plastica della crisi profonda delle istituzioni multilaterali.
Israele vuole la guerra
La campagna contro l’Iran “sta continuando a pieno ritmo, nonostante quanto riportato dai media”, ha sostenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro in video con i capi dei governi locali dell’area di confine con il Libano.
Il governo israeliano ha approvato la chiamata alle armi di un massimo di 400mila riservisti, “per affrontare le sfide nei vari ambiti, in particolare nel contesto dell’Operazione Leone Ruggente”. Il limite precedente era di 280mila. La mossa rivela le intenzioni israeliane.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di designare formalmente Hezbollah come “organizzazione terroristica”. In una lettera diffusa dal suo ufficio, Sa’ar ha evidenziato che il gruppo sciita libanese avrebbe condotto dal 2 marzo oltre 3.500 attacchi contro lo Stato ebraico.
La condanna russa dei raid sulla centrale di Bushehr
La Russia è “profondamente indignata” per gli attacchi contro la centrale nucleare iraniana di Bushehr, che ha contribuito a costruire e che aiuta ad operare. “Siamo profondamente indignati per questa manifestazione sconsiderata e irresponsabile di una linea d’azione disastrosa”, ha detto il ministero degli Esteri russo in un comunicato.
L’Organizzazione per l’energia atomica iraniana ha denunciato lo schianto di un proiettile all’interno del complesso della centrale, accusando gli Stati Uniti e Israele.
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