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Esteri

Il ripescaggio dell’Italia sarebbe una vergogna!

di Alessandro Scipioni -


Da italiano, mi vergognerei se la nostra nazionale fosse ammessa ai Mondiali 2026 per decisione politica anziché per merito sportivo.

Lo sport ha un’etica alla base, che include inderogabilmente il rispetto verso gli altri.

I campi da gioco non possono essere utilizzati per manovre politiche di bassa molarità.

Ho sempre ritenuto deplorevole escludere gli atleti dalle competizioni per le politiche dei governi. Quando nel 1976 si discusse di boicottare la Coppa Davis contro il Cile dittatoriale, l’Italia scelse di partecipare, ricordando che il gesto sportivo appartiene agli sportivi, non ai regimi.

Oggi credo sia indegno che un’atleta ucraina non stringa la mano ad un’atleta russa, perché gli sportivi non sono in guerra. Questo gesto nasce da un codice d’onore che dà senso e nobiltà allo sport.

L’Iran si è guadagnato sul campo la partecipazione, e questo deve essere per forza l’unico criterio da prendere in considerazione sulla vicenda.

Non ci siamo qualificati ai Mondiali e ce ne faremo una ragione. È meglio per noi come italiani essere esclusi ed accettarlo onorevolmente che passare avanti agli altri per una squallida elemosina.

Non è mera cronaca sportiva.

È un fatto di dignità nazionale!

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