Itinerari di gusto, colti e goduriosi per il lungo weekend di Pasqua
Pasqua, se cade bene sul calendario, regala grandi soddisfazioni. Le prime di stagione. Bastano pochi giorni per cambiare aria e scegliere un viaggio costruito attorno a un paesaggio che merita il tragitto o a una tavola che lasci ricordo, ma anche ad un albergo capace di dare forma al tempo lento che in città sfugge e grida vendetta. Come me quando vedo i giorni scorrere sul calendario e le nuvole minacciose in cielo. Se la Pasqua cade in là, come dicevano le nonne, la scorciatoia verso un lungo ponte godereccio che abbona il lunedì è garantita.
Questo itinerario attraversa l’Italia con un’idea precisa di piacere, tenendo insieme gusto del luogo, eleganza dell’ospitalità e una geografia che in primavera torna irresistibile.
Il primo approdo è nelle Langhe, dove la bellezza ha un tratto composto e il vino convive con una delle cucine più celebrate del momento. A Serralunga d’Alba, dentro Il Boscareto Resort & Spa, La Rei Natura di Michelangelo Mammoliti ha conquistato le tre stelle Michelin ed è ormai una meta in sé. La sala guarda il paesaggio, mentre la cucina lavora sulla memoria del territorio con sensibilità attuale, portando l’elemento vegetale al centro di un racconto lussuoso ma misurato.
Da qui il passo verso Torino è naturale, perché la città sabauda ha la misura giusta per una Pasqua urbana. Ha portici, caffè, prospettive eleganti e una scena gastronomica vivace. Azotea, nella zona di piazza Vittorio, interpreta la cucina nikkei con piglio cosmopolita, mentre Opera Ingegno e Creatività, guidato da Stefano Sforza, sceglie una via più riflessiva, con il mondo vegetale trattato con precisione.
Chi cerca una sosta più informale trova in Sestogusto la firma di Massimiliano Prete, che alla pizza contemporanea ha dato rigore e identità.
Il viaggio cambia atmosfera in Oltrepò Pavese, dove Golferenzo offre il piacere sottile dei luoghi recuperati con intelligenza. Il Borgo dei Gatti trasforma il paese in una destinazione raccolta, fatta di case restaurate, tavole accoglienti, benessere e quiete. Qui la campagna ha un passo morbido e il soggiorno ritrova una dimensione domestica, curata, assai piacevole.
Verona porta il discorso verso un’eleganza più scenografica. A pochi minuti dall’Arena, Palazzo Soave unisce il fascino del palazzo storico al comfort contemporaneo. Al suo interno, Iris, una stella Michelin, interpreta l’alta cucina con mano raffinata, mentre Velvet e Talise Spa accompagnano la permanenza fra reperti romani e atmosfere raccolte.
Più a sud, Colle di Val d’Elsa conserva il tono quieto dei borghi attraversati dalla Via Francigena. Al Barbagianni, Alessandro Rossi rilegge la Toscana partendo dall’orto biodinamico e da una materia prima che resta profondamente legata al territorio. Frascati risponde con ConTatto, dove la grotta sotto il ristorante diventa parte viva dell’esperienza gastronomica. Il finale è in Puglia, ad Andria, nella masseria Torrerivera, dove l’olio extravergine torna protagonista fra ulivi secolari e luce chiara di primavera.
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