La guerra in Iran e la “paralisi” nei cieli
L'escalation militare ha fatto emergere la dipendenza dell'Europa dalle compagnie del Golfo per i voli verso l'Asia
La guerra in Medio Oriente causata dall’attacco di Usa e Israele all’Iran, sta avendo conseguenze molto pesanti sul trasporto aereo. Il congelamento dei collegamenti e le chiusure precauzionali di alcuni scali, divenuti bersagli di droni e missili, hanno fatto emergere la dipendenza dell’Europa dalle compagnie del Golfo per i voli verso l’Asia. I Paesi dell’area si sono ritagliati un ruolo centrale come hub per i voli a lungo raggio tra Stati Uniti, Europa, Asia e Oceania.
Voli cancellati e stallo nei cieli
A seguito degli attacchi di ritorsione di Teheran nella regione, decine di migliaia di voli sono stati cancellati, colpendo milioni di passeggeri. Molti viaggiatori europei si sono ritrovati bloccati in Asia, impossibilitati a transitare attraverso Dubai, Doha e Abu Dhabi. Questi tre aeroporti sono le basi rispettivamente di Emirates, Qatar Airways ed Etihad, “centrali” nel mercato dei voli a lungo raggio.
“Con 600 aerei a terra e 100 di questi che normalmente volavano da e verso l’Europa, è un campanello d’allarme che mostra quanto il continente europeo dipenda dai vettori del Golfo”, ha commentato l’amministratore delegato di Air France-Klm, Benjamin Smith. Il gruppo franco-olandese, il suo concorrente tedesco Lufthansa e le compagnie asiatiche che operano su rotte a lungo raggio hanno tutte annunciato un aumento dei voli diretti tra Europa e Asia.
La dipendenza dell’Europa dalle compagnie del Golfo
Il Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, si è soffermato invece sugli errori strategici a monte, citando l’esempio dell’Europa ora “tagliata fuori” dalle Filippine, poiché le compagnie europee avevano ceduto quella rotta a quelle concorrenti del Golfo. Per Spohr si è trattato di una perdita di “sovranità” che ha comportato una debolezza.
Costi alle stelle per la guerra all’Iran
Al problema degli aeroporti si è aggiunto anche quello dei costi, che sta interessando anche i vettori degli Usa, uno dei due Paesi aggressori. La compagnia aerea statunitense United Airlines ridurrà il numero di voli a causa dell’elevato aumento dei prezzi del carburante dovuto all’escalation militare in Iran. Secondo quanto comunicato, il taglio riguarderà il 5% della capacità complessiva. “Pianifichiamo di ripristinare completamente i voli dal prossimo autunno”, ha spiegato l’amministratore delegato di United Airlines, Scott Kirby.
I collegamenti garantiti verso Tel Aviv e Dubai, che rappresentano circa l’1% dei voli, erano già stati sospesi. Inoltre, le rotte attualmente non redditizie, che rappresentano circa il 3% della capacità, non saranno operate nei prossimi sei mesi. Un ulteriore 1% dei voli, infine, sarà cancellato presso l’hub di Chicago di United.
La decisione di British Airways
British Airways ha disposto la soppressione di voli da e per diverse destinazioni in Medio Oriente fino a giugno. “A causa della persistente incertezza della situazione in Medio Oriente e dell’instabilità dello spazio aereo, abbiamo esteso la riduzione temporanea del nostro programma di voli nella regione”, si legge in una nota. Le rotte per Riad e Gedda in Arabia Saudita rimarranno operative, mentre i voli per Abu Dhabi riprenderanno il 25 ottobre.
Torna alle notizie in home