La qualità e le aspettative del Made in Italy a Mode in Abruzzo, a Pescara la 1°edizione degli Stati Generali della Moda 2025
Le iniziative di aggregazione e confronto sono opportunità di crescita, è quanto sostenuto e vissuto a Pescara il 3 dicembre in occasione di Mode in Abruzzo – Stati Generali della Moda 2025 – I Edizione, giornata organizzata all’Aurum, da Regione Abruzzo, Camera di Commercio Chieti Pescara e Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia. Contesto in cui l’Abruzzo è stato al centro dell’innovazione e dell’eccellenza del Made in Italy, con una manifestazione che ha messo in luce tutte le peculiarità e potenzialità del sistema moda regionale, nonché le diverse realtà dal respiro internazionale.
Grande partecipazione agli stati Generali della Moda 2025
Un momento strategico che ha contribuito al confronto, ma anche al coordinamento per sviluppare le trasformazioni del settore moda, valorizzare le eccellenze del territorio e definire nuove strategie di sviluppo e competitività. A questo grande evento hanno partecipato Gennaro Strever, Presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Antonella Ballone, Presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, e Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Tiziana Magnacca, Assessore alle Attività Produttive della Regione Abruzzo, che ha introdotto i temi sottolineando il ruolo strategico della filiera moda per lo sviluppo regionale e nazionale e Marco Marsilio– Presidente della Regione Abruzzo. Gli Stati generali “segnano in Abruzzo – ha esordito l’assessore Tiziana Magnacca – il passaggio della moda da comparto marginale a comparto comprimario dell’economia regionale.
I momenti difficili del settore
Un settore che ha vissuto momenti difficili ma che ora in Abruzzo rappresenta una forza fondamentale per numero di addetti, per numero di imprese, per qualità del prodotto finito e per capacità artigianali e industriali, tanto per citare alcuni aspetti. La nostra – ha aggiunto l’assessore alle Attività produttive – vuole essere una riflessione a voce alta con tutti quegli attori parte essenziale del settore, che rappresenta una ricchezza, fatta anche di tradizione e creatività. Tutto questo – ha concluso l’assessore Magnacca – è a un crocevia, tra vocazione della piccola impresa che si trova a decidere tra produzione industriale e artigianale e i grandi gruppi internazionali della moda e del lusso interessati dall’Abruzzo”.
L’evento si è confermato occasione di dialogo tra istituzioni, imprenditori, artigiani e operatori del settore, con l’obiettivo di consolidare l’Abruzzo come piattaforma strategica del Made in Italy e promotrice di innovazione, internazionalizzazione e sviluppo sostenibile. “Da alcune importanti aziende del settore moda in Abruzzo – ha detto il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio – abbiamo raccolto segnali interessanti di vitalità e di interesse verso il mercato indiano storicamente lontano da quello nazionale e ancor di più regionale. Sono segnali importanti e incoraggianti che ci spingono ad andare avanti, soprattutto dopo anni difficili. Il presente – ha aggiunto Marsilio – parla invece di nuovi e grandi gruppi interessati all’Abruzzo, che sempre più utilizzano aziende locali per l’alta produzione dei rispettivi campionari.
Dare visibilità alla moda
Gli Stati generali del 3 dicembre servono proprio a questo: dare visibilità a questo mondo, farlo conoscere, permettere all’amministrazione regionale di ascoltare i problemi ma anche le sfide che questo mondo intende portare. Un momento d’ascolto per crescere”. Si è lavorato a più traguardi, tra strategie di crescita e innovazione dei brand del Made in Italy, come confronti su promozione internazionale, partecipazione a fiere e sviluppo di network globali, e il futuro della filiera italiana e le sfide strategiche del Sistema Moda. Ed ancora le sfide sulla formazione e occupazione, dove si è affrontato il tema delle competenze, dell’innovazione didattica e l’inserimento dei giovani nel mercato della moda. Fino ad affrontare il focus artigianato e i comparti di nicchia, dal merletto alla ceramica come patrimonio culturale al denim, e una panoramica sulle eccellenze locali, mostrando come tradizione e innovazione possano coesistere per rafforzare l’identità del Made in Italy.
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