La voce dei lavoratori del teatro: “Ora ascoltateci”
In vista della riforma del Codice degli spettacoli dal vivo, lunedì la conferenza stampa Confsal-Libersind
I lavoratori del teatro e le loro richieste in un’epoca dominata dall’inglese, c’è un ambito in cui si parla italiano già dai tempi in cui il francese era l’unica lingua in cui era concesso esprimersi in società. È l’Opera. E quando si parla di Opera, non si può non parlare del Teatro. Una ricchezza, questa sì, immensa per un Paese, come l’Italia, che fa della cultura uno dei serbatoi più importanti, e preziosi, della sua identità ma pure della sua economia. L’economia dello spettacolo e della cultura, appunto. Che ogni anno richiama, nei nostri Teatri, centinaia di migliaia di appassionati. Melomani, certo. Ma non solo loro. A frotte, infatti, i turisti, specialmente quelli stranieri, si assiepano tra loggioni, gallerie, platee e barcacce alla ricerca di un’emozione da riportare a casa.
La voce dei lavoratori del teatro
È evidente, dunque, l’importanza culturale ma pure economica di chi, materialmente, si occupa del teatro. Di chi recita, canta, balla. Dei tecnici, di chi studia, di chi dirige. Insomma, un (bel) pezzo di economia italiana si regge sul lavoro culturale. Ed è per questo che, adesso, i lavoratori dello spettacolo chiedono di “pesare” di più. È in discussione, al Ministero della Cultura, la riforma del Codice dello spettacolo dal vivo. Un tema serissimo, in un’epoca che ha addirittura superato “la riproducibilità tecnica” dello spettacolo stesso (ricordate, Walter Benjamin?) e con l’intelligenza artificiale e i (grossi) guai digitali rischia di far tremare dalle fondamenta interi comparti culturali.
Il dibattito al Mic
Le rappresentanze dei lavoratori dei Teatri italiani, tra cui il San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Massimo Bellini di Catania, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Teatro di Roma, il Teatro Mercadante di Napoli, chiedono con forza la partecipazione attiva alla riforma di legge del Codice. Ed è proprio partendo da qui, per fare il punto della situazione, e per presentare le proposte che i lavoratori intendono illustrare al Mic, che si terrà lunedì 13 aprile a Roma, presso la sede del sindacato Confsal di via Angelo Bargoni, con inizio alle ore 10.30, un’interessante conferenza stampa promossa da Confsal Libersind Rai Tv e Spettacolo.
Lunedì la conferenza stampa Confsal Libersind
All’incontro interverranno Giuseppe Sugamele, segretario generale Confsal Libersind, Anna Monica Piazza, segretaria nazionale Confsal Libersind settore enti lirici, Sandro Pasquini, segretario nazionale Confsal Libersind settore teatri di prosa e Marco Cuppoletti, vicesegretario Generale Confsal Libersind. Accanto a loro, insieme al direttore del nostro quotidiano L’Identità, Adolfo Spezzaferro, ci saranno pure il presidente Assolirica Roberto Abbondanza, il direttore generale del Teatro di Roma, Maurizio Roi, il presidente di Rea, Radiotelevisioni Europee Associate, Antonio Diomede e l’amministratore delegato di Cpa Produzioni Multimediali Claudio Scalambretti. Porteranno il saluto ai lavori il segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta e la vicesegretaria generale Rosalba La Fauci.
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