L’analisi dell’Istat sulle strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie in Italia
Le strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie costituiscono nel nostro paese una presenza stabile e diffusa nel sistema di welfare, rispondendo ai bisogni di persone anziane, con disabilità o in condizioni di fragilità sociale e sanitaria. Stiamo parlando di un universo eterogeneo di servizi e realtà organizzative, distribuite sull’intero territorio nazionale e inserite in un quadro normativo definito.
I dati Istat
In questo quadro, i numeri aiutano a restituire la dimensione attuale di questo settore: quanti sono i presidi, dove si concentrano, quali servizi offrono e chi sono le persone accolte. E proprio i recenti dati Istat hanno scattato una fotografia concreta e approfondita su come si compone questa rete di accoglienza e come si distribuisce sul territorio, mettendo in luce differenze, caratteristiche e tendenze che attraversano il Paese. Le statistiche, pubblicate pochi giorni fa, dunque dicono che al Primo gennaio 2024 in Italia risultano attivi 12.987 presidi residenziali con un’offerta complessiva di circa 426mila posti letto, pari a 7,2 ogni mille persone residenti (+4,4% rispetto all’anno precedente).
Ma con l’offerta stessa che rimane fortemente disomogenea sul territorio: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni mille residenti, nel Sud solo 3,4. Gli ospiti accolti sono 385.871, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente; tre su quattro sono anziani, in gran parte ultraottantenni e donne, mentre il 19% ha un’età tra i 18 e i 64 anni e il restante 6% è composto da minori. Dal punto di vista occupazionale, nei presidi operano complessivamente quasi 395mila unità di personale: 355mila sono dipendenti retribuiti, circa 36mila volontari e quasi 4mila operatori del servizio civile.
L’Istituto nazionale di Statistica offre poi altri dati interessanti sulla tipologia di offerta sanitaria delle strutture residenziali dello Stivale. Nello specifico, sulle circa 16mila unità di servizio attive, 9.407 erogano assistenza socio-sanitaria: si tratta in sostanza di quasi 334mila posti letto, pari al 78% del totale. Le restanti 6.365 unità offrono servizi di tipo socio-assistenziale, con 91.960 posti letto (il 22% dei posti letto complessivi).
I posti letto disponibili
E ancora, le unità di servizio socio-sanitarie accolgono soprattutto anziani non autosufficienti, cui è destinato il 77% dei posti letto disponibili; un ulteriore 15% è destinato agli anziani autosufficienti e alle persone con disabilità (in entrambi i casi poco più del 7% dei posti); il restante 8% è per gli adulti con patologie psichiatriche (5%), per le persone con dipendenze patologiche (2%) e per minori (1%). Le unità di tipo socio-assistenziale, invece, sono orientate principalmente all’accoglienza e alla tutela di persone con varie forme di disagio: il 41% dei posti letto è dedicato all’accoglienza abitativa e un ulteriore 41% alla funzione socio-educativa, che riguarda soprattutto i minori di 18 anni.
Tra Nord e Sud
Altro dato da non sottovalutare è come l’offerta residenziale sul territorio si differenzi fortemente rispetto alle categorie di utenti assistiti: nelle regioni del Nord prevalgono i servizi rivolti agli anziani non autosufficienti (72% nel Nord-Ovest e 75% nel Nord-Est), circa il doppio rispetto al Mezzogiorno. Mentre proprio nel Sud Italia si trova una percentuale più elevata, rispetto alle altre ripartizioni, di posti letto dedicati agli anziani autosufficienti, alle persone con disabilità e agli immigrati.
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