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Esteri

L’Artico in affitto secondo il modello Guantanamo. Eurointelligence svela la debolezza europea

di Cinzia Rolli -


Se noi investiremo nella sicurezza artica, penso sia solo ragionevole che gli Stati Uniti ne traggano qualche beneficio”, così il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha ribadito che la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ha inoltre evidenziato che probabilmente alcuni alleati hanno sottovalutato la sicurezza artica non investendo o investendo poco nella tutela di una zona che sarà importante nel prossimo futuro.

Bisogna proteggere l’isola per prevenire le mire espansionistiche di Russia e Cina. Se gli Stati Uniti devono intervenire per tutelare l’area in questione, meriteranno di trarne un vantaggio.

Queste le sue parole: “Penso che alcuni dei nostri alleati abbiano investito troppo poco nella sicurezza dell’Artico. Se noi investiremo nella sicurezza artica, se fondamentalmente pagheremo un sacco di soldi e saremo responsabili della protezione di questa enorme massa di terra, penso sia solo ragionevole che gli Stati Uniti ne traggano qualche beneficio, e questo sarà l’obiettivo dei negoziati nei prossimi mesi.”

Queste dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione diplomatica, dopo che l’amministrazione Trump ha intensificato le pressioni per l’acquisizione o il controllo dell’isola.

Il Ministro degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, ha espresso una volontà di cauta apertura al dialogo rimanendo ferma però sui principi di sovranità nazionale. Durante una conferenza stampa a Nuuk il 7 febbraio, Motzfeldt ha definito positivo il fatto che i colloqui con gli Stati Uniti siano proseguiti ma ha sottolineato che “non siamo ancora dove vorremmo essere”.

Intanto la NATO sta per attivare ufficialmente l’ “Arctic Sentry”, la missione che trasformerà il Grande Nord in una fortezza hi-tech per stemperare le tensioni tra Trump e l’Europa. Il Generale Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze NATO in Europa, ha confermato che il via libera definitivo potrebbe arrivare entro questa settimana, in occasione del vertice dei ministri della Difesa a Bruxelles del 12 febbraio.

Il Presidente Macron ha manifestato preoccupazione per i rapporti con gli Stati Uniti invitando a non confondere la pausa nelle tensioni con Washington come un cambiamento duraturo. “Quando c’è un chiaro atto di aggressione, penso che ciò che dovremmo fare non sia piegarsi o cercare di raggiungere un accordo. Penso che abbiamo provato questa strategia per mesi. Non funziona.” Queste le sue parole. Ha inoltre aggiunto che l’amministrazione Trump è chiaramente anti- europea e cerca lo smembramento dell’UE.

Il Presidente francese ritiene inoltre che gli Stati Uniti nei prossimi mesi attaccheranno l’Europa per la regolamentazione digitale, anche con possibili dazi, qualora l’Unione Europea dovesse utilizzare il Digital Services Act per controllare le aziende tecnologiche.

Secondo l’analisi di Eurointelligence, la situazione in Groenlandia è un simbolo del nuovo disordine mondiale, dove la pressione degli Stati Uniti riflette un’era in cui la forza e gli accordi bilaterali superano le regole internazionali. “Non dovremmo nemmeno essere compiacenti riguardo al contenuto della disputa sulla Groenlandia. La minaccia immediata è stata rimossa, ma la questione non è ancora risolta”.

Mentre Mark Rutte, l’attuale Segretario Generale della NATO, cerca di salvare l’Alleanza Atlantica offrendo la missione Arctic Sentry, Eurointelligence avverte che questo non basterà: per Washington la Groenlandia non è più una questione di alleanza, ma di “proprietà strategica”.

Danimarca e Groenlandia hanno ribadito che qualsiasi cooperazione in materia di sicurezza deve rispettare il diritto internazionale e lo status dell’Isola all’interno del Regno di Danimarca e della NATO, contrastando ogni proposta di trasferimento del controllo territoriale.

Secondo Eurointelligence, però, gli Stati Uniti starebbero valutando un “modello Guantanámo” per garantire il controllo operativo su aree strategiche della Groenlandia attraverso un contratto di locazione permanente.

Gli Stati Uniti hanno infatti un contratto simile su Guantanámo Bay, Cuba, stabilito con un accordo del 1903 e riaffermato in un trattato del 1934, che concede all’America la giurisdizione completa per le stazioni navali e di carbone in cambio di un affitto annuale che Cuba non incassa dal 1959. Il contratto di locazione non prevede una data di scadenza.

Questa formula permetterebbe agli USA di operare in un regime di extraterritorialità, superando leggi locali e vincoli NATO, mantenendo formalmente la sovranità della Danimarca ma trasferendo il potere effettivo al Pentagono in cambio di un canone e protezione militare.

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