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Politica

L’interim del Turismo a Meloni e lo spettro del voto anticipato

di Giuseppe Ariola -


Giorgia Meloni assume ad interim la guida del Ministero del Turismo dopo le dimissioni imposte a Daniela Santanchè. Dopo che la scelta è stata maturata, c’è stato un colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha poi firmato il relativo decreto. L’attenzione sulla crisi scatenata dall’esito referendario resta alta, in tutti gli ambienti istituzionali. Quirinale compreso, dove la premier si è riservata di salire nei prossimi giorni qualora la delega del Turismo fosse affidata ad altri. Secondo quanto fatto trapelare, l’interim sarebbe una soluzione temporanea, in attesa di individuare il nome del nuovo ministro. Fonti di maggioranza hanno invece fatto sapere che la scelta sarebbe già ricaduta sul deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Caramanna, imprenditore nel settore del turismo, tra i fidatissimi a via della Scrofa.

L’ipotesi di Caramanna al Turismo

Al momento il parlamentare, che avrebbe dunque vinto il testa a testa con Giovanni Malagò per l’incarico da ministro, si trova però negli Stati Uniti. Si attenderebbe quindi il suo rientro per l’ufficializzazione della nomina. Visto lo scombussolamento del quadro politico in atto, non manca chi però attribuisce all’interim un altro significato. Quello di prendere tempo per valutare tutte le reali opzioni in campo. Compresa quella del voto anticipato. Una strada impervia quando alla scadenza naturale della legislatura manca ancora un anno e mezzo. Ma guardando a cosa sta accadendo sia al governo che a via della Scrofa – dove stanno emergendo i primi veleni – che in Forza Italia, c’è il rischio di un logoramento del centrodestra. E con esso i timori relativi alla tenuta della coalizione dopo la botta incassata al referendum, con tutto ciò che ne conseguirebbe per il governo.

Dietro l’interim del Turismo la suggestione che Meloni pensi al voto anticipato

Senza contare che nell’ipotesi di traghettare quanto prima il Paese verso nuove elezioni, a giocare un ruolo centrale è il Quirinale. E, tradizionalmente, il Presidente della Repubblica guarda con cautela allo scioglimento anticipato delle Camere. Tanto più che il tentativo da parte del Colle di giungere alla scadenza della legislatura, anche con un governo differente, deve comunque essere effettuato. Tuttavia, nelle analisi che circolano ai vertici istituzionali, si ipotizza una possibile finestra elettorale tra giugno e ottobre. E’, dunque, questo lo scenario davanti al quale si trova Giorgia Meloni, chiamata a una scelta cruciale: andare avanti a tutti i costi e fino alla fine o azzardare con le dimissioni e la speranza che non si trovi alcuna alternativa.


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