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Esteri

L’onda verde travolge Starmer a Manchester

Le urne della Greater Manchester, nella circoscrizione di Gorton and Denton, hanno riservato una brutta sorpresa ai laburisti

di Ernesto Ferrante -


I Verdi hanno ottenuto una storica vittoria elettorale a Manchester, sconfiggendo in maniera pesante il premier Keir Starmer in una roccaforte laburista. Hannah Spencer, idraulica di professione e consigliera comunale, si è piazzata al primo posto nelle elezioni per il seggio ai Comuni, con 13mila voti. Il candidato del Labour è arrivato addirittura terzo, dopo quello di Reform Uk, il partito di estrema destra di Nigel Farage.

Le suppletive e il tracollo del partito di Starmer

La circoscrizione è divisa fra una metà multietnica di studenti e laureati e una di bianchi della classe operaia. Le elezioni supplettive si sono rese necessarie dopo le dimissioni di Andrew Gwynne a gennaio. Era sotto inchiesta in Parlamento per i messaggi offensivi che aveva inviato in gruppi Whatsapp a esponenti locali laburisti.

Il partito del premier ha registrato un calo del 25,3% rispetto al 2024, quando aveva prevalso sugli avversari con un margine di 13.413 voti di scarto. La sconfitta conferma la situazione di grande difficoltà della forza politica al governo del Paese, che da una parte perde voti in favore della sinistra e dall’altra viene incalzata dall’ascesa dei nazionalisti di Farage. In quasi 100 anni è la prima volta che Manchester non sarà rappresentata da un laburista.

Le parole della vincitrice

Invece di lavorare per una vita migliore, lavoriamo per riempire le tasche dei miliardari, ci stanno ripulendo, io non credo che sia da estremisti pensare che chi lavora sodo debba avere un vita migliore”, ha detto Spencer nel suo discorso della vittoria, attaccando i politici che cercano “capri espiatori”. “I miei amici e vicini musulmani sono come me, esseri umani”, ha concluso con un affondo contro Nigel Farage.

Da Manchester un nuovo avviso di sfratto per il premier

La nuova battuta di arresto riduce le possibilità di sopravvivenza politica di Keir Starmer a Downing Street, la cui poltrona traballa ogni giorno di più dopo l’arresto di Peter Mandelson, risucchiato nello scandalo Jeffrey Epstein, che il leader del Labour aveva voluto ambasciatore a Washington.

Il premier, nel tentativo di sottrarre voti ai concorrenti, dopo aver cercato di far leva sul cosiddetto “voto utile”, aveva attaccato direttamente i Verdi, definendo il loro progetto per la liberalizzazione degli stupefacenti come “disgustoso” e sostenendo che fosse una sorta di primo passo per la trasformazione dei giardini pubblici in “rifugi per gli spacciatori di crack”. Un tentativo che si è infranto sullo “scoglio” dei seggi.


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